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Private Rooms, a SpazioCima la mostra personale di Alessandro Morino

Apre presso la galleria SpazioCima di Roma la mostra personale Private Rooms, visitabile sino al 22 luglio, con una selezione di opere appartenenti all’ultima produzione di Alessandro Morino, tutte eseguite in tecnica mista su tela e tutte in formato quadrato…

Apre presso la galleria SpazioCima di Roma la mostra personale Private Rooms, visitabile sino al 22 luglio, con una selezione di opere appartenenti all’ultima produzione di Alessandro Morino (da fine 2019 al 2021), tutte eseguite in tecnica mista su tela e tutte in formato quadrato (da cm 25×25 a cm 100×100). Le opere scelte presenteranno una panoramica completa sulla poetica silenziosa e incisiva dell’artista.

Particolare attenzione è stata rivolta alla tecnica pittorica conquistata nell’ultimo periodo da Morino: notevolmente più asciutta ed essenziale rispetto alle materiche tele della precedente produzione, di cui in mostra sarà esposta una sola opera esempio e testimone: Non c’è che questo andarsene, 2017, tecnica mista su tela, cm 100×100.

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“L’uomo non è il protagonista della sua pittura, lo è della sua ricerca. L’uomo è lo strumento attraverso il quale Alessandro Morino racconta il vivere comune”

Gli ambienti di Alessandro Morino – racconta Romina Guidelli nel testo critico di presentazione della mostra – sono ‘terre franche’ nate da colore netto o da pennellate gestuali non materiche che si susseguono e coprono interamente il neutro bianco del fondo della tela. Questi colpi di pennello, veloci e asciutti, sembrano provocati da una invisibile finestra che lascia entrare vento nelle stanze dell’io… Le donne, gli uomini, i bambini ritratti sulle tele non si curano della nostra presenza perché appartengono all’universo dell’artista, solo si mostrano…

Non è la figurazione che interessa all’artista, no la grazia né la maniera. L’uomo non è il protagonista della sua pittura, lo è della sua ricerca. L’uomo è lo strumento attraverso il quale Alessandro Morino racconta il vivere comune: l’uomo dentro la tela e l’uomo fuori dalla tela; l’attore e lo spettatore. I ‘suoi’ uomini condividono un momento qualunque di un giorno qualsiasi, ma in una stanza molto privata: la stanza dell’essere”. 

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