Dall’indagine emerge non solo il numero ridotto di monumenti femminili, ma anche che la netta maggioranza siano realizzate da artisti uomini. Inoltre l’immagine della donna proposta spesso sia conforme a stereotipi femminili che la vogliono giovane e sensuale…

E’ online la mappa dei monumenti femminili italiani curata dall’Associazione Mi Riconosci. La mappa nasce a seguito dell’indagine sulla presenza femminile nelle statue pubbliche nel nostro Paese, i cui risultati sono stati pubblicati online a fine ottobre. La ricerca è stata condotta dall’associazione tra settembre e ottobre 2021.
La mappa riporta la georeferenziazione di monumenti femminili dedicati a donne, reali e di fantasia
Questa si configura come uno strumento aggiuntivo, più completo, contenente tutti i dati raccolti dall’associazione. Riporta la georeferenziazione di statue pubbliche dedicate a donne realmente vissute, a figure anonime collettive (come la partigiana o la mondina) e a figure letterarie o leggendarie. Trovano spazio anche alcune opere dedicate alla donna in generale o a tematiche ricondotte dal monumento alla sfera femminile.
Sono invece escluse le allegorie (come la Patria e la Vittoria), le figure mitologiche, le Madonne
Sono invece escluse le allegorie (come la Patria e la Vittoria), le figure mitologiche, le Madonne. Per ogni monumento è indicato titolo, luogo, autore e anno di inaugurazione. La mappa permetterà a tutti i ricercatori, gli studiosi, i giornalisti, le amministrazioni o semplicemente ai curiosi, di usufruire di questi dati gratuitamente e sarà in costante aggiornamento sul sito dell’associazione, in base alle segnalazioni man mano raccolte.
La netta maggioranza di queste opere sono realizzate da artisti uomini e conformi a stereotipi femminili che la vogliono giovane e sensuale
Mi Riconosci consiglia di leggere e consultare la mappa insieme all’analisi dei risultati dell’indagine, dalla quale emerge non solo il numero ridotto di monumenti e femminili, ma anche che la netta maggioranza di queste opere siano realizzate da artisti uomini e che l’immagine della donna proposta spesso sia conforme a stereotipi femminili che la vogliono giovane e sensuale, o dedita alla cura di uomini e bambini. Inoltre, più di metà dei monumenti individuati sono stati eretti dopo il 2000.
Nelle maggiori città italiane i monumenti dedicati a donne sono pressoché assenti
Nelle maggiori città italiane i monumenti dedicati a donne sono pressoché assenti: mettendo insieme Roma, Napoli, Milano, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Palermo, Cagliari e Venezia, arriviamo a un totale di 20 di cui solo 8 sono vere e proprie statue o monumenti figurati. Dei 148 monumenti e statue censiti, solo il 36% è collocato in una piazza; il restante si trova agli incroci o ai lati di strade, nonché in parchi. Di queste 148 opere, il 14% sono busti, il 4% fontane, il 2% gruppi che vedono anche la presenza di uomini o bambini.
Molto poche sono le donne ricordate per meriti che non includano il sacrificio o la cura
Dai dati si deduce che molto poche sono le donne ricordate per meriti che non includano il sacrificio o la cura. I monumenti dedicati a donne realmente vissute in Italia sono pochissimi: Grazia Deledda, Maria Montessori, suor Maria De Mattias, mancano figure come Elsa Morante o Ada Rossi, Gaetana Agnesi o Trotula de Ruggiero. Su 148 opere censite, ben 60 sono figure anonime collettive: di queste il 12,5% rappresenta partigiane, mentre il 70% professioni particolarmente faticose sul piano fisico, come mondine o lavandaie. Nessun monumento ricorda, ad esempio, le levatrici, le impiegate o le scienziate.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

