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Le Giornate FAI di Primavera compiono 30 anni: cosa vedere a Roma e nel Lazio il 26 e 27 marzo

Last Updated on 17/03/2022

Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Tutti i luoghi da visitare a Roma e nel Lazio

Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Oltre 700 luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 400 città saranno visitabili a contributo libero, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, grazie ai volontari di 350 Delegazioni e Gruppi FAI attivi in tutte le regioni .

Trent’anni di storia

Le Giornate FAI quest’anno compiono “trenta primavere”: dal 1993 a oggi, 14.090 luoghi di storia, arte e natura aperti in tutta Italia, visitati da oltre 11.600.000 di cittadini, grazie a 145.500 volontari e 330.000 studenti “Apprendisti Ciceroni”. Un traguardo esaltante, che tuttavia non potrà essere solo una festa. Nel pieno di una guerra che segna tragicamente la storia europea, non è il momento di festeggiare, né di invitare gli italiani a distrarsi nel puro godimento delle meraviglie del nostro Paese, ma piuttosto a concentrarsi sul significato e sul ruolo del patrimonio culturale che riflette la nostra identità, testimonia la nostra storia e rinsalda i valori del vivere civile.

Tutti i luoghi da visitare a Roma e nel Lazio:

L’Accademia Nazionale dei Lincei

L’Accademia Nazionale dei Lincei è una delle più importanti istituzioni culturali italiane e ha sede nello storico Palazzo Corsini. La visita si snoderà in diverse tappe che permetteranno ai visitatori di ammirare la bellissima Biblioteca dell’Accademia, costituita nel 1847, e quella storica dei Corsini istituita e ufficialmente aperta al pubblico nel 1754, progettata da Ferdinando Fuga e composta da sette sale precedute da un ampio vestibolo. Il percorso proseguirà negli ambienti propriamente dell’Accademia, situati nelle stanze che componevano gli appartamenti privati della famiglia Corsini.

Entreremo nella Sala Dutuit, caratterizzata dal calco dell’iscrizione di Gorthyna (Creta); si vedrà la ‘lince’ e ci si affaccerà dalla terrazza del secondo piano con la splendida vista sul Gianicolo. Percorreremo le diverse sale che ancora mantengono la decorazione originale come la Sala verde, la cui interessante decorazione a ‘sughi d’erba’ riporta alcune raffigurazioni tratte dalla Gerusalemme Liberata di Tasso. La visita si concluderà con l’appartamento della Principessa, vero e proprio gioiello dell’ultima residente della famiglia Corsini. Le visite saranno a cura del Gruppo FAI Ponte tra culture, un gruppo di mediatori artistico-culturali di diverse nazionalità. ‘Dante poeta e giudice del mondo terreno’ – In aggiunta alla visita, una conferenza su Dante tenuta dal Presidente dell’Accademia dei Lincei Roberto Antonelli.

Il complesso del Collegio Romano

Il complesso del Collegio Romano è assegnato, per una parte, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, mentre un’altra parte è dal 1871, sede del liceo ‘Ennio Quirino Visconti’. Proprio per distinguere i vari ambienti, si murarono le porte del pian terreno realizzate nel XVIII sec per collegare il cortile con la zona absidale della chiesa di S. Ignazio. Le complesse modifiche hanno comunque rispettato le origini volumetriche e l’assetto dei prospetti.

Nel 2006 si inaugurarono gli ambienti che subirono un processo di restauro e che ci permettono, ad oggi, di ammirare il Collegio Romano in tutto il suo splendore cinquecentesco. I diversi livelli del complesso ci permettono di ammirare le sale nella loro totale magnificenza. Le biblioteche presenti nel complesso, tra cui la biblioteca Meteologica, ci portano indietro al 1879. Splendidi affacci su gallerie che sovrastano sale colme di storia, tra cui la sala Spadolini che apre sul cortile interno. Tutti questi elementi rendono il Collegio Romano un luogo affascinante e ricco di storia da ammirare in tutto il suo splendore.

Il palazzo ducale di Castelnuovo di Porto

Il palazzo ducale di Castelnuovo di Porto, comunemente definito ‘Rocca Colonna’, è il risultato della trasformazione da insediamento militare fortificato a palazzo rinascimentale. Tra i tanti personaggi illustri qui ospitati, tra tutti ricordiamo la Regina Cristina di Svezia alla fine del Seicento e nel 1734 Carlo III di Borbone mentre andava alla conquista del Regno di Napoli. Dal 1870 fino alla fine degli anni sessanta del secolo scorso, il complesso è stato sede di Pretura e carcere mandamentale. La Rocca Colonna è di proprietà comunale ed è un centro di promozione culturale. E’ aperta al pubblico per visite guidate ed in occasione di eventi culturali e mostre. Al suo interno oltre la Cappella di San Silvestro in Castello (XIV sec) e la Loggia Pinta (XVI sec). Durante le giornate FAI di primavera sarà aperta su prenotazione.

Parco Villa Gregoriana

Parco Villa Gregoriana racconta il ‘verde romantico’. Un giardino all’inglese, voluto nell’Ottocento da Gregorio XVI per incorniciare l’impressionante cascata dell’Aniene, ingegnosamente deviato dopo le frequenti drammatiche piene della città. Ripidi versanti rocciosi, archeologiche rovine di templi romani, impetuose sorgenti e cadute d’acqua, in una fitta composizione di specie vegetali, hanno suscitato meraviglia e il senso romantico del ‘sublime’ nei viaggiatori del Grand Tour, così come nei visitatori di oggi. Attraverso testi, video e podcast di introduzione e accompagnamento alla visita consultabili direttamente dallo smartphone sarà possibile riavvicinarsi agli spazi verdi aperti e riscoprire in essi una fonte di benessere ricreativa sia per il corpo che per la mente.

Il Santuario di Santa Maria della Rotonda ad Albano Laziale

Il Santuario di Santa Maria della Rotonda ad Albano Laziale sorge su di un antico ninfeo della Villa di Domiziano, interessante precedente architettonico del Pantheon di Roma. Consacrata nel 1060, il suo utilizzo ecclesiastico risale però già al IX secolo. La tradizione narra che nel 768 alcune monache greche, fuggite alla persecuzione degli iconoclasti, vi portarono la sacra immagine della Madonna che ancora oggi è venerata. Il santuario subì varie modifiche, ma gli antichi resti di età severiana, come i mosaici con tessere bianche e nere raffiguranti mostri marini, svelano oggi le mille vite di questo edificio che per il suo impianto architettonico ci ricorda un piccolo “Pantheon”.

Fu ninfeo della grandiosa Villa di Domiziano che si estendeva tra gli attuali comuni di Castel Gandolfo e Albano Laziale; riadattato a terme sotto il governo di Settimio Severo, per essere utilizzato dagli ufficiali della Seconda Legione Partica; e poi divenne santuario. Degni di nota sono la Madonna con Bambino di stile bizantino, gli affreschi, come quello della ‘storia della vera croce’ del XIV secolo, e quello con Sant’Anna, San Giovanni e Sant’Ambrogio, attribuito al Cavallini e il campanile in stile Romanico. Nel piccolo Antiquarium la piccola stele di Eutiche ci racconterà una coinvolgente storia del bambino e della sua stella. La vista proseguirà in un altro ambiente originariamente collegato alle terme realizzate sotto il governo di Settimio Severo e utilizzate probabilmente dagli ufficiali della Seconda Legione Partica.

Santuario di Santa Maria della Rotonda – Palazzo Lercari

È il Palazzo Lercari, oggi sede Palazzo Vescovile e, dal 2013 del Museo Diocesano di Albano. Il Direttore, Roberto Libera, ci guiderà alla scoperta dei beni esposti nelle sale e dedicate alla Collezione sacra e i paramenti liturgici realizzati con tessuti pregiati e ci mostrerà in anteprima alcuni reperti rinvenuti durante gli scavi alle Catacombe di San Senatore. La Catacomba di San Senatore, rinvenuta ad Albano, fu realizzata all’interno di un sito precedentemente utilizzato come cava di pozzolana. La frequentazione a scopo funerario e cultuale sembra iniziare intorno al III secolo, per arrivare fino al XII secolo.

Le Cisterne Romane

Il sito è un complesso militare, soggetto a restrizioni dovute all’aspetto sicurezza. Infatti, per accedere a tale sito è necessario presentare richiesta scritta al Comando per ottenere la relativa autorizzazione. Durante le giornate fai sarà possibile ammirare le bellezze e le particolarità presenti nei tre ambienti. Le Cisterne Romane che furono scoperte intorno alla fine degli anni ’80 dall’archeologo Ennio Brunori, erano un locale utilizzato per la misura di portata dell’acqua, poste a circa 8 metri al di sotto del piano di campagna ed adibite anche in epoche molto successive a serbatoi per lo stoccaggio dell’acqua.

L’archeologo Brunori stabilisce grazie al rinvenimento di un laterizio con la scritta PORTTRAI che era un “castellum aquarum” dell’acquedotto di Traiano (106-107 d.C.). Museo Storico inaugurato nel 1962 dal Presidente della Repubblica Antonio Segni. Si articola in varie sale tra cui il Sacrario degli Ufficiali di Stato Maggiore caduti sui campi di battaglia, la sala è dedicata alla Battaglia di CUSTOZA, e vari quadri che raffigurano immagini la 1° e 2° guerra mondiale. Biblioteca dove è custodito un patrimonio bibliografico composto da circa 136.000 volumi, risalenti al 1500 e 1600, alcuni incunamboli del 1400, di storia, letteratura, scienze naturali ed applicate, geografia universale, lingue straniere e materie prettamente militari oltre ad una grande raccolta di Atlanti, Mappe e Carte geografiche.

Casino dell’Aurora Ludovisi

Nel luogo dove in età romana si trovavano gli Horti Sallustiani, tra Porta Pinciana e Porta Salaria, nel ‘500 si edificò un Casino di caccia da Francesco Del Nero. Acquistato dal Cardinale F. Del Monte fu, nel 1621, venduto a Ludovico Ludovisi cardinal nepote di Papa Gregorio XV. A ingrandire l’edificio, inizialmente a pianta a croce greca, nel 1858 fu la famiglia Ludovisi con l’aggiunta di altre due ali.

Nel Casino vedremo le opere di artisti del ‘500 e del ‘600: la volta, attribuita a Taddeo Zuccari, con un enigmatico mascherone, e la sala dell’Aurora sul carro, dipinta dal Guercino nel 1621. Si possono ammirare i putti sul soffitto di Giovanni Luigi Valesio o quelli sulla volta del Pomarancio del 1622, con paesaggi di Domenichino, G. B. Viola, Paolo Bril e Guercino. Al primo piano, dove per motivi di sicurezza non si potrà accedere, si trova il soffitto con la pittura murale a tempera di un giovane Caravaggio (1597) di cui vedremo esposta una riproduzione realizzata dal FAI.

Chiesa dei SS. Sergio e Bacco degli Ucraini

In occasione delle Giornate FAI di Primavera sarà possibile visitare la chiesa dei SS. Sergio e Bacco, accompagnati eccezionalmente dal parroco della stessa, che avvicinerà i visitatori alla storia, alla cultura e alla tradizione ucraina. La visita alla chiesa sarà l’occasione inoltre per scoprire due significative opere: la conchiglia dietro l’altare, con due colonne verdi scanalate e completate da capitelli corinzi, progettata da Filippo Barigioni (1672’1753), che contiene l’icona della Santissima Madre di Dio di Žyrovici, ricoperta da una veste in metallo argentato e dorato realizzata nel 1819 e, di notevole interesse, l’iconostasi che separa la navata centrale dal presbiterio con pitture a fondo oro.

Fino agli anni Sessanta, la chiesa aveva un’iconostasi esemplare a cinque ordini, fino a metà di marmo bianco, arricchita da elementi dorati e da 52 icone realizzata nel 1897 da Cesare Caroselli (1847-1927), discendente di una famosa famiglia di pittori romani. Purtroppo, l’iconostasi venne distrutta e la maggior parte di essa scomparve senza lasciare traccia. L’installazione dell’attuale iconostasi a due ordini, realizzata in metallo, risale al 16 agosto 1971. Le icone furono dipinte a olio nel 1943 da Oleksandr Savchenko-Bilsky (1900-1991) secondo lo stile dell’impressionismo francese con l’inserimento degli elementi nazionali ucraini.

Il complesso storico dell’Ospedale San Giovanni Addolorata al Laterano

In occasione delle prossime Giornate FAI di Primavera, sarà possibile visitare in via straordinaria il complesso storico dell’Ospedale San Giovanni Addolorata al Laterano. Si tratta di un magnifico esempio di struttura pubblica sanitaria rimasta sempre in funzione fin dal XIV secolo e che conserva testimonianze storiche ed artistiche del tutto sconosciute. E proprio perché mantiene ancora oggi tale destinazione d’uso l’apertura al pubblico in tale occasione diventa un evento assolutamente eccezionale.

La visita in parte si snoderà sui resti archeologici che l’area conserva, dalla Domus degli Annii, antenati di Marco Aurelio, ad affreschi paleocristiani, da numerosi sarcofagi ai resti della Via Tuscolana. Per quanto riguarda, invece, l’ospedale vero e proprio percorreremo le due corsie storiche di degenza risalenti al `400 e `500, in parte ancora oggi utilizzate dalla locale ASL, e visiteremo, fra l’altro, una sconosciuta ed inaccessibile chiesa, riccamente decorata e con un pavimento cosmatesco, un fresco e silenzioso cortile con vari monumenti, fra cui una fontana seicentesca, e l’antica farmacia, un pittoresco ambiente che conserva decorazioni e strutture architettoniche che vanno dal medioevo alla prima metà del `900.

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