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Crisi del cinema, un’alleanza bipartisan in difesa del cinema italiano (prima che sia troppo tardi)

Lo strumento individuato per fronteggiare la crisi del cinema in Italia è quello di una mozione: questa chiede innanzitutto garanzie per una adeguata finestra temporale – quantificabile in 180 giorni – a protezione dell’uscita dei film in sala nei prossimi tre anni

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Se nel resto del mondo, negli Stati Uniti come nel resto d’Europa, i dati testimoniano di una costante crescita degli spettatori, in Italia il lungo lockdown e le misure restrittive hanno allontanato gli appassionati e molte sale stanno chiudendo i battenti. E’ per questo che le forze politiche hanno deciso di costituire una sorta di alleanza bipartisan in difesa del cinema italiano. Per invertire questa crisi del cinema, prima che sia troppo tardi.

Un’allenza bipartisan in difesa del cinema

Lo strumento individuato è quello di una mozione, la prima ad occuparsi della materia, che chiede garanzie per una adeguata finestra temporale – quantificabile in 180 giorni – a protezione dell’uscita dei film in sala nei prossimi tre anni. Ciò per evitare che il passaggio immediato sulle piattaforme streaming o su altri canali distributivi accentui la difficoltà drammatica delle sale cinematografiche.

La mozione arriva oggi in Senato

La mozione arriva oggi in Senato, ma ieri i firmatari della mozione – i senatori Maurizio Gasparri, Luigi Zanda, Loredana De Petris, Gaetano Quagliariello, Primo Di Nicola, Andrea Cangini (FI), Andrea Marcucci, Roberto Rampi, Vanna Iori, Francesco Verducci e Daniela Donno – hanno voluto presentarla insieme per sottolineare la comune dedizione verso l’obiettivo.

Le altre richieste della mozione

La mozione, oltre al periodo di pausa tra sala e streaming, chiede di “prolungare il tax credit al 60 per cento alla distribuzione, rimodulare il tax credit alla produzione al 40 per cento per opere con prioritario sfruttamento cinematografico, al 30 per cento per quelle destinate ad altri circuiti. È chiaro che il prodotto destinato alla sala sviluppa un ben diverso potenziale economico per tutta la filiera rispetto a quello destinato ad altri canali, ma dovendo affrontare costi più sostenuti e rischi più alti”. La mozione impegna, inoltre, il governo a “introdurre una chiara regolamentazione sulle uscite evento di tre giorni per evitare ogni tipo di aggiramento della normativa”.

I numeri del cinema italiano in confronto ad altri paesi europei

Dati raccolti da Giuseppe Saccà nell’articolo apparso su www.huffingtonpost.it:

Flessione media a confronto tra Francia e Italia tra pre e post Covid

Flessione media in Francia 2019-2022: -33%. Flessione media in Italia 2019-2022: -57%

Biglietti venduti in Francia nel 2021: 95,5 milioni. Biglietti venduti in Italia nel 2021: 25 milioni

Differenze tra mercato Inglese e mercato italiano

– Passaggio dal 2020 al 2021 +68%. Dati presenze al cinema in Italia nello stesso periodo: – Passaggio dal 2020 al 2021 -11,87%

Raffronto mercato spagnolo con quello italiano

Passaggio dal 2020 al 2022 +35%. Dati presenze al cinema in Italia nello stesso periodo: – Passaggio dal 2020 al 2022 -23%. Gap Italia-Spagna: 15%.

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