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I mondi di Sergio Angeli in mostra alla Galleria Triphè di Roma

Cromatismo, matericità, forme in esplosione contraddistinguono le opere di Sergio Angeli, selezionate per la mostra “Coltivare mondi”, a cura di Maria Laura Perilli. Sarà visitabile presso Galleria Triphè dal 23 settembre al 16 dicembre…

Cromatismo, matericità, forme in esplosione contraddistinguono le opere di Sergio Angeli, selezionate per la mostra “Coltivare mondi”, a cura di Maria Laura Perilli. Sarà visitabile presso Galleria Triphè dal 23 settembre al 16 dicembre 2022.

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Le opere in mostra

Un ‘’mondo altro’’ in gestazione, che rende ragione a quanto affermato da Fabio Benincasa nel suo passo critico sulla mostra dell’artista al Museo Mastroianni di Marino:’’…. una ricerca sulle tracce di un mondo post-umano che, in questo caso, sembra situarsi fuori dall’orizzonte storico, nell’ucronia di un mondo onirico sospeso tra sogno e ipotesi metafisica.’’ Il ‘’sembra situarsi’’, tuttavia non pone Angeli del tutto fuori dall’orizzonte storico; le sue figure non figure, dai confini labili, mobili, sembrano in realtà ricercare un orizzonte storico totalmente rinnovato.

“Figure non figure’’ alla ricerca di un nuovo ‘’centro di gravità permanente’’

Una fase di sospensione, di riflessione, dove emerge la volontà in Angeli di un totale azzeramento: è la speranza di individuare nuovi cicli vitali, un nuovo mondo storico. I lavori dell’artista sono emblematici del raggiungimento di una storia, appunto, rigenerata come ferma reazione ai tempi oscuri che stiamo percorrendo. Nella momentanea sospensione ‘’le figure non figure’’ cercano una nuova definizione, un nuovo ‘’centro di gravità permanente’’.

La ricerca di Angeli, nella fase di sospensione per un nuovo orizzonte storico, fa emergere quanto sia in lui costante l’interrogarsi con figure embrionali che si avvinghiano tra di loro e si pongono in uno stato innaturale di estrema sofferenza. Angeli è artista colto che coglie anche l’importanza delle citazioni; si muove tra di esse con energia e disinvoltura, personalizzando ed elaborando il mondo di forme che muove dagli ‘’otages’’ di Fautrier ed arriva a forme presenti in Mastroianni tese a travalicare ogni limite e confine per una apertura verso grandi spazi.

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