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Riflessi ad alta velocità, il viaggio interiore tra arte e cultura di Giulietta Cavallotti

“Riflessi ad alta velocità” è la nuova mostra d’arte contemporanea di Giulietta Cavallotti, visitabile sino al 30 novembre 2022 al Museo ‘Venanzo Crocetti’ di Roma. Le opere accompagnano i visitatori in un viaggio interiore tra arte e cultura

“Riflessi ad alta velocità” è la nuova mostra d’arte contemporanea di Giulietta Cavallotti, visitabile sino al 30 novembre 2022 al Museo Venanzo Crocetti di Roma. La personale propone lavori realizzati su tela, ad olio e tecnica mista e accompagna i visitatori in un viaggio interiore tra arte e cultura che prende spunto dalle fotografie scattate durante i viaggi in treno dell’artista in diverse città d’Europa, passando per i luoghi meno noti della nostra penisola e talvolta dell’Olanda. 

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Le opere in mostra

Filo conduttore della ricerca pittorica è l’esplorazione dei paesaggi e dei luoghi attraversati sui binari, accompagnata dalla ricerca sullo stato interiore dei passeggeri ritratti, accomunati dal senso dell’attesa del futuro, nella partenza e nell’arrivo, e dalla cultura (come modus di volgere lo sguardo all’interiorità), espressa nella lettura di libri durante il viaggio.

L’atmosfera è sospesa tra realtà e sogno grazie al gioco delle prospettive e dei riflessi, dai finestrini del treno da cui si scorgono i paesaggi imbiancati dove sfrecciano treni all’orizzonte e paesaggi industriali, al treno regionale in sosta da cui si scorge un treno fermo nella stazione. Tele che esprimono solitudine, malinconia ma anche paesaggi inediti dai colori rasserenanti, con i campi dalle tinte pastello e il cielo di un azzurro ‘angiolesco’.

L’atmosfera sospesa tra realtà e sogno

L’attenzione si focalizza sul viaggio interiore in particolare nelle tele dedicate al tema della lettura in viaggio, dal libro ritratto aperto poggiato sul tavolino del treno al ritratto di una signora assorta nella lettura, con il paesaggio fuori dal finestrino a fare da scenografia per il lettore e lo spettatore. Scene che si ispirano a ‘Castelli di rabbia’ di Baricco, quando scrive: “Sui treni, per salvarsi, per fermare la perversa rotazione di quel mondo che li martellava di là dal vetro, e per schivare la paura, e per non farsi risucchiare dalla vertigine della velocità che certo doveva continuamente bussargli nel cervello quanto meno nella forma di quel mondo che strisciava di là dal vetro in forme mai viste prima, meravigliose certo …Sui treni, per salvarsi, leggevano”.  

Completa la mostra una videoinstallazione che l’artista ha girato su un treno in movimento osservando dal finestrino gli stessi paesaggi che hanno ispirato le opere.

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