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Premio Strega 2023, vince Ada D’Adamo con Come d’aria

Last Updated on 07/07/2023

Il vincitore del Premio Strega 2023 è Ada D’Adamo con il libro Come d’aria. La scrittrice , scomparsa lo scorso aprile, seconda vincitrice negli ultimi 20 anni

Il vincitore del Premio Strega 2023 è Ada D’Adamo con il libro Come d’aria. La scrittrice , scomparsa lo scorso aprile, seconda vincitrice negli ultimi 20 anni, ha avuto la meglio su che era favorita per la vittoria finale e sui restanti scrittori e scrittrici.

Parliamo di Maria Grazia Calandrone, autrice di Dove non mi hai portata (Einaudi), Andrea Canobbio, autore di La traversata notturna (La nave di Teseo), Ada d’Adamo con Come d’aria (Elliot), Romana Petri, autrice di Rubare la notte (Mondadori), Rosella Postorino, autrice di Mi limitavo ad amare te (Feltrinelli). Come sempre la finale è stata trasmessa in diretta su Rai 3 dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, con la conduzione di Geppi Cucciari.

La trama del libro

Daria è la figlia, il cui destino è segnato sin dalla nascita da una mancata diagnosi. Ada è la madre, che sulla soglia dei cinquant’anni scopre di essersi ammalata. Questa scoperta diventa occasione per lei di rivolgersi direttamente alla figlia e raccontare la loro storia. Tutto passa attraverso i corpi di Ada e Daria: fatiche quotidiane, rabbia, segreti, ma anche gioie inaspettate e momenti di infinita tenerezza. Le parole attraversano il tempo, in un costante intreccio tra passato e presente. Un racconto di straordinaria forza e verità, in cui ogni istante vissuto è offerto al lettore come un dono.

La motivazione della proposta

Proposto da Elena Stancanelli al Premio Strega 2023 con la seguente motivazione:
«Come d’aria è un libro che fruga dentro il cuore del lettore. Serviva la lingua esatta e implacabile di questa scrittrice per riuscire a sostenere un sentimento tanto feroce. C’è tutta la rabbia e tutto l’amore del mondo nel racconto di questa danza che lega due donne. Avvinghiate l’una all’altra, in una assoluta e reciproca dipendenza. Daria, la figlia, che comunica soltanto attraverso il suo irresistibile sorriso, Ada, la madre, catapultata suo malgrado in questa storia d’amore. Era una ballerina, Ada. E il corpo, di entrambe, è il centro di questo memoir sfolgorante per intelligenza, coraggio e misericordia. In questo libro si entra con enorme facilità, ma da questo libro si esce cambiati. C’è una tale quantità di vita, nelle sue pagine, da lasciarci senza fiato. Ci siamo noi, la fatica, la nostra inutile bellezza. Dalla prima lettura ho pensato che fosse una pepita d’oro, un dono, un abbraccio. Come avrebbe detto Bobi Bazlen, una perfetta e lacerante «primavoltità».»

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