Era il 12 maggio del 1995 quando scompariva Mia Martini, icona indimenticabile della musica italiana, le cui canzoni hanno toccato le corde dell’anima di milioni di persone…

Era il 12 maggio del 1995 quando scompariva Mia Martini (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 – Cardano al Campo, 12 maggio 1995), icona indimenticabile della musica italiana, le cui canzoni hanno toccato le corde dell’anima di milioni di persone. Dal suo debutto negli anni ’60 fino alla sua scomparsa nel 1995, Mia ha incantato il pubblico con la sua voce potente e le sue interpretazioni intense. Con l’occasione, esploreremo le cinque canzoni più belle e di maggior successo di Mia Martini, svelandone aneddoti e curiosità.
Scopri la rubrica “Cinque canzoni di…” di Uozzart.com
Piccolo uomo (1972), il primo successo di Mia Martini
Piccolo uomo è un singolo di Mia Martini pubblicato l’11 aprile 1972 dalla Dischi Ricordi. Fu il primo grande successo commerciale di Mia Martini, nonché la sua prima incisione alla Dischi Ricordi di Milano. Quando il suo manager Alberigo Crocetta lasciò la RCA e approdò alla Ricordi di Milano, Mia Martini decise di seguirlo, riuscendo ad incidere Piccolo uomo, scritta da Bruno Lauzi e Michelangelo La Bionda, su musica di Dario Baldan Bembo (e Leonardo Ricchi, inizialmente non accreditato), il quale non voleva affidare il pezzo ad un’artista quasi esordiente. Destinato, infatti, ai Camaleonti, il pezzo fu invece presentato da Mimì al Festival Pop, Beat, Western Express di Londra, il 26 maggio 1972.
Minuetto (1973), il 45 giri più venduto
Minuetto/Tu sei così è un singolo di Mia Martini, pubblicato il 10 maggio 1973, per la casa discografica Dischi Ricordi. Scritto da Franco Califano e Dario Baldan Bembo, si tratta del 45 giri più venduto nella carriera della cantante e si rivelò in assoluto il più grande successo dell’estate 1973. Minuetto venne descritto da Mia Martini con queste parole: «È un pezzo di genere classicheggiante con un finale straordinariamente suggestivo. Piacerà alla gente di palato fino. Ma, siccome oggi i gusti si sono affinati, dovrebbe piacere anche al grande pubblico». La canzone racconta le ore tutte uguali di una donna, schiava senza catene del suo uomo, il quale prende ciò che vuole e se ne va (…ne approfitta il tempo e ruba, come hai fatto tu…).
Almeno tu nell’universo (1989) conquista solo la 9a posizione
Almeno tu nell’universo è una canzone scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972 e depositata soltanto nel 1979. Rimase inedita a lungo, in quanto Lauzi desiderava che a cantarlo per prima fosse proprio Mimì. Nel 1989, la canzone fu infine ripescata e incisa da lei, che la presentò al Festival di Sanremo di quell’anno, ottenendo il Premio della Critica e una gran quantità di apprezzamenti da parte del pubblico. Nonostante ciò, si classificò solo in 9ª posizione.
La nevicata del ’56 (1990) e il “no” di Gabriella Ferri
Il testo de La nevicata del ’56 è di Carla Vistarini (con un unico rigo di Franco Califano, estrapolato dalla sua versione al maschile), la musica è di Luigi Lopez composta in collaborazione con Fabio Massimo Cantini nel 1975. Con questo brano, che nel 1975 era stato proposto a Gabriella Ferri, nel 1990 la cantante partecipa per la terza volta (la seconda consecutiva) al Festival di Sanremo, aggiudicandosi per la terza volta il premio della Critica, che dal 1996 verrà a lei intitolato. In finale si classifica al 6º posto.
Gli uomini non cambiano (1992), il dramma personale di Mia Martini
Gli uomini non cambiano, pubblicata nel 1992, è considerata uno dei suoi maggiori successi. Con questo brano, tratto dall’album Lacrime, la Martini partecipa al 42º Festival di Sanremo, e si piazza al secondo posto. In questa canzone viene raccontata la profonda amarezza di una donna tradita da tutti gli uomini della sua vita, e viene raccontata ogni delusione e ipocrisia del rapporto uomo-donna in generale: partendo da quello paterno, nella prima strofa la Martini canta di questa figlia, “innamorata di suo padre”, che lei ammira e stima, ma per cui lei è soltanto la “figlia sgangherata… Ho lottato per cambiarlo/ ma ci vorrebbe un’altra vita…”.
Appassionato/a di arte, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

