Scritta quasi interamente da Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody (1975) non segue alcuna struttura tradizionale. E furono necessarie oltre 180 tracce vocali per raggiungere il risultato desiderato, spingendo al limite la tecnologia dell’epoca

Scritta quasi interamente da Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody (1975) non segue alcuna struttura tradizionale. Invece di un semplice ritornello, il brano è diviso in sezioni: una ballata, un segmento operistico e un finale rock. Mercury creò un’opera complessa, con un testo criptico che molti interpretarono come una confessione personale o un racconto allegorico.
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La registrazione più ambiziosa della storia del rock
Le sessioni di registrazione furono straordinariamente impegnative. Il gruppo trascorse settimane sovraincidendo le voci di Mercury, Brian May e Roger Taylor per creare gli effetti corali che ricordano un’opera lirica. In totale, furono necessarie oltre 180 tracce vocali per raggiungere il risultato desiderato, spingendo al limite la tecnologia dell’epoca.
Perché è eterna
Nonostante lo scetticismo iniziale della casa discografica, Bohemian Rhapsody divenne un successo globale e un fenomeno culturale. Il suo mix unico di generi, la complessità tecnica e l’intensità emotiva la rendono ineguagliabile. Ancora oggi, rimane una delle canzoni più amate e ascoltate al mondo, consacrata anche dal film biografico del 2018.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

