Last Updated on 16/05/2025
Dal 3 all’8 giugno 2025, Pompei accoglierà film da tutto il mondo, grandi ospiti e incontri sul potere narrativo del cinema. Un evento che nasce dal territorio per parlare al mondo

Non un concorso nato da un bando, ma da un’urgenza culturale. Il primo Festival Internazionale del Cinema di Pompei prende forma dal desiderio di raccontare il presente attraverso lo sguardo del cinema globale, nel luogo che più di ogni altro custodisce la memoria e la rinascita. Diretto da Enrico Vanzina e prodotto da Annarita Borelli, l’evento si svolgerà dal 3 all’8 giugno 2025, principalmente negli spazi del centro Nexus al MaxiMall di Torre Annunziata, con la serata conclusiva nel suggestivo Teatro del Parco Archeologico di Pompei.
Cinema identitario e internazionale
Otto lungometraggi in concorso, tredici cortometraggi italiani e diverse opere fuori concorso compongono una selezione eterogenea, tra stili e provenienze. I film in gara arrivano da Francia, Kenya, Turchia, Giappone, Messico, Cina e Italia. Storie che attraversano temi cruciali: emancipazione femminile (Nawi), lotte sindacali e dignità del lavoro (Petites Mains), identità culturali e cucina (In the Nguyen Kitchen), fino a riflessioni intime sulla memoria e la perdita (Sally’s Memory).
Accanto al concorso, il Festival ospita film d’autore come Stabat Mater di Nazareno Nicoletti e appuntamenti con grandi nomi del cinema italiano: Marco Risi, Enrico Vanzina, Gianni Amelio e Neri Parenti guideranno il pubblico in una serie di incontri pensati per svelare il dietro le quinte del loro lavoro creativo.
Un laboratorio di idee
Il cuore pulsante del Festival è anche il confronto: quattro panel tematici metteranno in dialogo il cinema con altri ambiti chiave della società. Si parlerà di cinema e territorio, linguaggio, costume e turismo, con ospiti istituzionali, accademici, registi e operatori culturali. Tra i relatori attesi: Alessandro Cecchi Paone, Gabriel Zuchtriegel, Maria Luisa Iavarone, Floriana Conte e Paolo Negri, in un percorso di riflessione che incrocia estetica, politica e visione.
Serata finale tra arte, musica e premi
L’8 giugno, al Teatro del Parco Archeologico, andrà in scena una serata di chiusura carica di simbolismo e bellezza. A condurre, Sergio Assisi, insieme a Borelli e Vanzina. Oltre alla premiazione dei film vincitori e ai riconoscimenti alla carriera per Neri Parenti e Luca Ward, il pubblico potrà assistere a una performance unica dello scultore Domenico Sepe, che creerà dal vivo un’opera ispirata a Pompei, accompagnato dal violino di Marta Pignataro. Completano il programma l’Orchestra della Banda dell’Esercito Italiano e il mezzosoprano Lucia Rubedo.
Pompei capitale culturale del Mediterraneo
Questo Festival non è solo un evento cinematografico. È un progetto culturale ambizioso che vuole trasformare Pompei in un crocevia internazionale. Come ha dichiarato la presidente Annarita Borelli, l’obiettivo è che il cinema possa raccontare il mondo partendo da qui, valorizzando l’identità in un tempo che tende all’omologazione. Una sfida che il direttore artistico Enrico Vanzina ha accolto con entusiasmo, rivendicando il ruolo del cinema come baluardo di diversità e strumento per leggere il nostro tempo.
Appassionato/a di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

