Mer. Apr 22nd, 2026

Franca Rame e il suo ritorno in scena dopo il sequestro

Franca Rame
Franca Rame

Il 9 marzo 1973 Franca Rame fu rapita da un gruppo di estremisti e subì violenze che lasciarono segni fisici e psicologici profondi. Un anno più tardi, il 19 aprile 1974, salì di nuovo sul palco…

Il 9 marzo 1973 Franca Rame fu rapita da un gruppo di estremisti e subì violenze che lasciarono segni fisici e psicologici profondi. Un anno più tardi, il 19 aprile 1974, salì di nuovo sul palco al Teatro Pier Lombardo di Milano con Grasso è bello.

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La prima battuta come catarsi

Vestita di rosso vivo, Rame entrò in scena tra un silenzio attonito. Pronunciò la battuta d’apertura – un commento ironico sul corpo femminile – con una voce ferma che stupì anche Dario Fo dietro le quinte. Quel gesto fu un atto di disobbedienza alla paura: riportare il corpo violato al centro della scena, senza vittimismo.

Trasformare il dolore in testo

Nei mesi precedenti aveva scritto Lo stupro, un monologo che narrava la violenza subita in prima persona. Quella sera non lo recitò ancora, ma il pubblico avvertì la forza dell’esperienza. Il teatro tornò spazio politico: non evasione, ma testimonianza.

Il sipario che non si chiuse

Alla fine non ci fu inchino tradizionale. Rame rimase in proscenio, luci accese, invitando gli spettatori a restare seduti. Parlò pochi secondi, disse: «Il palcoscenico è casa nostra. Casa dev’essere un luogo sicuro.» Quel congedo segnò la rinascita di un’artista che da allora non smise più di coniugare arte e militanza.

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