Da ottobre a febbraio, oltre sessanta capolavori di Giacomo Balla illuminano la città ducale in un percorso che attraversa divisionismo, futurismo e gli esiti del dopoguerra

La mostra si svolge dal 10 ottobre al 1° febbraio a Parma, presso il Palazzo del Governatore. Qui verranno esposti, per la prima volta al di fuori della sede romana, tutti i lavori della Collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea legati a Giacomo Balla. Oltre sessanta opere compongono un nucleo che aspira a offrire una panoramica completa del suo percorso artistico.
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Il soggetto della luce
Per Balla, la luce non è un semplice effetto: diventa soggetto e oggetto dell’indagine. In tutti i suoi periodi (dal realismo sociale al divisionismo, poi l’avanguardia futurista fino a un’esperienza singolare del dopoguerra) la luce guida composizione, cromia e sperimentazione. L’allestimento intende mostrarne la centralità sistematica nella ricerca dell’artista.
Struttura del percorso espositivo
L’itinerario attraversa 13 sale, e si articola secondo un ordine sia cronologico sia tematico. Vengono ricostruite le diverse fasi della carriera di Balla: dal periodo iniziale, con influenze sociali e divisioniste, al passaggio decisivo nel contesto futurista — con cui collabora attivamente — fino alla fase matura, in cui l’artista sviluppa nuovi moduli figurativi dopo il 1930.
Collaborazioni, curatela e fonti
La mostra è promossa dal Comune di Parma insieme alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. A curarla sono Cesare Biasini Selvaggi e Renata Cristina Mazzantini, con il contributo di Elena Gigli. Fondamentale è il ruolo della donazione delle figlie di Balla, Elica e Luce, che costituisce la spina dorsale del nucleo espositivo, integrato da opere selezionate su indicazione di Maurizio Fagiolo dell’Arco.
Documenti, materiali d’archivio e contesto storico
Oltre alle opere pittoriche e ai disegni, il percorso è arricchito da apparati fotografici, biografici e storici tratti dall’Archivio Gigli. Tali materiali espandono il contesto visivo e concettuale, offrendo chiavi di lettura sulle relazioni personali e culturali che accompagnarono l’evoluzione di Balla.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

