Last Updated on 24/11/2025
Una ricerca dell’Imperial College London conferma il potere calmante delle pellicole dello Studio Ghibli

Secondo una ricerca condotta dall’Imperial College di Londra in collaborazione con altre istituzioni, sono stati reclutati 518 partecipanti suddivisi in gruppi, di cui uno ha visionato estratti di film dello Studio Ghibli. I soggetti del gruppo hanno riportato una maggiore sensazione di calma, esplorazione e soddisfazione per la vita rispetto agli altri. Lo studio sottolinea come questi effetti siano legati anche a una crescente pressione sui giovani, in termini di ansia e timore del fallimento.
Quali elementi li rendono “terapeutici”?
La ricerca mette in risalto come le opere dello Studio Ghibli – ad esempio titoli come Il mio vicino Totoro e Kiki – Consegne a domicilio – combinino ambientazioni naturali curate, momenti quotidiani reinterpretati e una narrazione che evoca nostalgia e serenità. Tali caratteristiche stimolano negli spettatori sentimenti di sicurezza e significato.
Limiti e osservazioni critiche dello studio
Lo studio sottolinea che il campione di 518 persone è relativamente contenuto e l’approccio basato su autovalutazione tramite questionario non esaurisce i meccanismi in gioco. Inoltre, non viene chiarito il modo in cui i conflitti e gli elementi drammatici presenti nei film (anche dello Studio Ghibli) influenzino l’effetto complessivo.
Quale significato per il pubblico italiano?
Per gli spettatori italiani la ricerca suggerisce che la fruizione consapevole di pellicole d’animazione di qualità possa rappresentare un momento di “pausa emotiva”. In un’epoca segnata da ritmo accelerato, l’esperienza cinematografica – e non solo intrattenimento – emerge come potenziale strumento di riconnessione con semplici piaceri, riflessione e calma interiore.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

