Disponibile su RaiPlay e dal 15 gennaio su Rai 5, un viaggio emozionale tra scienza, fede e testimonianze dirette sul “dono” di Sonia Benassi

“Il dono”, il nuovo docufilm in onda su RaiPlay dal 15 dicembre e su Rai 5 dal 15 gennaio, racconta la storia della medium Sonia Benassi e del suo percorso nell’accompagnare le persone attraverso il dolore della perdita. Prodotto da Moon Life Film in collaborazione con Colorado Film e Pagliai Film Group, il film si concentra su alcune esperienze di lutto profondo e sulla possibilità di ristabilire una connessione affettiva con chi non c’è più. Il progetto nasce da un incontro casuale tra uno dei registi, Pantaleone A. Megna, e il compositore Boris Mayer, marito di Sonia Benassi. Questo incontro darà il via a un’indagine più profonda sulla medianità e sul potere di trasformazione che essa può avere sulle persone in lutto.
La prospettiva scientifica, religiosa e giornalistica
Il docufilm, diretto da Niccolò Lorini e Pantaleone A. Megna, non si limita a raccontare il fenomeno della medianità, ma esplora anche la reazione di tre voci autorevoli: una scienziata, un sacerdote e un giornalista. Questi punti di vista contrastanti arricchiscono il racconto e ne ampliano la comprensione, mantenendo un approccio equilibrato, lontano da conclusioni facili. Le diverse prospettive non cercano di risolvere il mistero della medianità, ma invitano a una riflessione aperta sulla possibilità di un oltre e sull’impatto emotivo che questa dimensione ha sulle persone.
Il cuore del film: le testimonianze
Al centro del documentario vi sono le storie di coloro che, dopo aver incontrato Sonia Benassi, raccontano di un cambiamento profondo nel loro approccio al lutto. Non si tratta di una “soluzione” al dolore, ma di risposte positive che arrivano da un’esperienza trascendentale, un’opportunità di respirare nuovamente, anche nella fragilità. Le testimonianze dei protagonisti, che vanno dalla perdita di un figlio a quella di un familiare stretto, rappresentano il cuore pulsante del film, offrendo uno spunto di riflessione sul valore della resilienza e sulla possibilità di continuare a vivere dopo una tragedia.
Sonia Benassi: la medium e il suo percorso
Sonia Benassi, nata nel 1970 a Parma, manifesta fin da bambina la capacità di entrare in contatto con un’altra dimensione. Con un diploma in conservatorio, Sonia ha scelto di vivere nel suo paese natale, dove ha trasformato le proprie vulnerabilità in un dono per gli altri. La sua casa, immersa nel paesaggio rurale e animata dalla presenza di animali, diventa un rifugio di serenità per chi affronta la sofferenza del lutto. La sua missione è chiara: offrire sollievo a chi ha perso una persona cara, dando loro un senso di continuità.
Un documentario che non cerca risposte facili
L’approccio sobrio e intimo del film riflette l’intento dei registi di non offrire risposte definitive, ma piuttosto di aprire uno spazio di riflessione sulla complessità del lutto e sulle modalità in cui le persone riescono a confrontarsi con la perdita. “Il dono” non è solo un racconto sulla medianità, ma un’occasione per esplorare temi universali come la morte, la fede e la scienza, invitando il pubblico a riflettere sulla propria esperienza di vita e sul significato del legame con chi non c’è più.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

