One Piece compie 25 anni in Italia: numeri, record e ragioni di un fenomeno editoriale globale
Dal 1° luglio 2001, quando arriva in Italia con Star Comics, One Piece non ha smesso di occupare una posizione centrale nel mercato manga.Tra volumi pubblicati, copie stampate e una storia diventata progressivamente più ampia e politica, l’opera di Eiichirō Oda continua a reggere letture e generazioni diverse

Il punto non è celebrare un classico. A venticinque anni dall’uscita italiana, One Piece resta un prodotto in corso: viene ristampato, discusso, analizzato e rimesso in circolo da un pubblico che nel frattempo è cambiato, invecchiando insieme alla serie senza abbandonarla del tutto.
Dal 1997 a oggi: date e dimensioni della serialità
One Piece debutta in Giappone nel 1997 e, a fine 2025, ha superato quota 113 volumi. In Italia, mentre si festeggiano i 25 anni, l’edizione arriva al volume 111, con il successivo già calendarizzato a inizio febbraio 2026. La longevità non è solo un primato: è il risultato di una costruzione pensata per espandersi, più che per chiudersi “a stagioni”.
Copie e classifiche: i dati che spiegano il peso globale
Il manga ha superato, nel corso degli anni, la soglia dei 500 milioni di copie stampate e distribuite nel mondo (dato consolidato al 2022). Anche sul piano delle vendite annuali, nel 2025 One Piece torna in cima alle classifiche giapponesi, con oltre 4,2 milioni di copie vendute nell’anno secondo le rilevazioni di settore. Numeri che non raccontano da soli il successo, ma ne descrivono la scala reale.
L’eredità dello shōnen: dal modello Dragon Ball alla serialità per accumulo
One Piece resta un battle shōnen: avventura, azione, escalation. Ma lavora per stratificazione. Rispetto al modello che ha formato l’immaginario di massa negli anni precedenti, l’opera di Oda investe sull’accumulo: personaggi, luoghi, regole e conflitti si sommano, e spesso tornano, creando un archivio narrativo che invita alla rilettura.
Il metodo Oda: disegno, ritmo e mutazioni dei personaggi
In quasi trent’anni, il tratto cambia: da una rigidità iniziale a una pagina più fluida e densa, capace di gestire caos, gag e battaglia senza perdere l’orientamento. Luffy si trasforma più volte, fisicamente e caratterialmente, ma il nucleo resta stabile: mettere insieme la ciurma, inseguire lo One Piece, arrivare al traguardo di “Re dei Pirati”.
Da racconto d’avventura a mondo espanso
Rileggendo l’inizio, il mondo appare relativamente contenuto. Poi la scala cresce: isole, popoli, razze, gerarchie e poteri si moltiplicano. I gap temporali e le pause interne servono a rendere credibile la crescita dei protagonisti e a spostare il baricentro: non più solo scontri e viaggi, ma anche struttura e conseguenze.
Politica e libertà: quando i pirati diventano una lente sul potere
Col tempo One Piece spinge su temi espliciti: razzismo, diritti, governo, controllo, democrazia. I pirati funzionano come dispositivo narrativo: stanno fuori dall’ordine costituito e, proprio per questo, lo mettono in crisi. Non come “paladini” impeccabili, ma come antieroi interessati a tesori, rivali e ambizioni: un equilibrio che evita la retorica.
Worldbuilding: storia, folklore e tecnologia nella stessa mappa
Una delle ragioni più solide della tenuta è la miscela. One Piece tiene insieme riferimenti a pirati realmente esistiti, mitologie, isole nel cielo, tecnologia futuristica e soluzioni da narrativa di genere, fino a meccanismi come il viaggio nel tempo. È un impianto che permette registri diversi e rende plausibile un consumo doppio: intrattenimento immediato e lettura “da archivio”.
Frutti del diavolo: potere e limite come regola narrativa
I frutti del diavolo non sono solo un acceleratore spettacolare: sono un sistema. Concedono abilità fuori scala, ma impongono un vincolo netto, coerente con l’ambientazione: chi li mangia non può più nuotare. In una storia che vive sul mare, è una regola semplice che continua a pesare anche quando l’immaginazione alza l’asticella.
One Piece oggi: fanbase adulta, analisi continue e rischio diluizione
La fanbase è diventata adulta e ha costruito un ecosistema stabile: forum, cronologie, teorie, creator. Questo tiene vivo il racconto, ma mette anche in evidenza un problema strutturale: dopo migliaia di capitoli e decine di archi narrativi, aggiungere dettagli e nuove trame senza disperdere l’attenzione richiede controllo. È una delle ragioni per cui One Piece, a 25 anni dall’arrivo in Italia, resta un fenomeno editoriale più che un semplice titolo “storico”.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.