Nel 1983 Pina Bausch scrisse un progetto per un balletto ispirato ai sogni infantili e all’immaginario anni ’60. Lo intitolò Kinder, Licht, Zucker, ossia Bambini, luce, zucchero…

Nel 1983 Pina Bausch scrisse un progetto per un balletto ispirato ai sogni infantili e all’immaginario anni ’60. Lo intitolò Kinder, Licht, Zucker (Bambini, luce, zucchero). Doveva essere un’esplosione visiva e acustica: musica elettronica, scenografie fluo, costumi candy-pop.
Scopri gli altri articoli della rubrica Visioni interrotte su Uozzart.com
Prove interrotte
Dopo i primi incontri con danzatori e musicisti, il progetto venne sospeso. Bausch lo considerò “troppo fragile per il presente”. Rimase solo un quaderno di schizzi, alcune partiture provvisorie e foto delle prove. Nessuna ripresa integrale.
Il ritorno mancato
Nel 2008, prima della sua morte, Bausch tornò sull’idea, ma non la sviluppò. Disse: “Forse ora è tardi, o forse è ancora troppo presto”. Lo spettacolo non venne mai recuperato dopo la sua scomparsa.
Un palco mancato
Kinder, Licht, Zucker resta un titolo. Non uno spettacolo. Ma chi ha visto anche solo le prove racconta un mondo visivo unico: infanzia, movimento, dolcezza acida. Un balletto mai nato che danza ancora nell’aria delle cose perdute.
Appassionato/a di arte, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
