La mattina del 12 febbraio, durante i giochi olimpici invernali di Lillehammer, due ladri sfondarono una finestra della Galleria Nazionale di Oslo e portarono via la versione 1893 di “Skrik”…

La mattina del 12 febbraio, durante i giochi olimpici invernali di Lillehammer, due ladri sfondarono una finestra della Galleria Nazionale di Oslo e portarono via la versione 1893 di “The Scream”, anche conosciuto come Skrik. Lasciarono un biglietto: «Grazie per la sicurezza minima».
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Un colpo di due minuti
La telecamera a circuito chiuso riprese figure incappucciate entrare alle 06:30. Il telaio fu staccato con un cacciavite; l’allarme non era collegato alla polizia. L’opera venne caricata su una berlina rubata e nascosta in un capannone alla periferia della città.
Negoziati segreti e recupero
Dopo esche mediatiche e infiltrazioni, l’antiterrorismo norvegese localizzò il dipinto il 7 maggio in un hotel di Åsgårdstrand. Il pannello di cartone presentava un’ammaccatura ma i pigmenti restarono intatti. Da allora, “Skrik” è custodito dietro vetro antiproiettile e un sistema d’allarme multilivello.
Un’icona ancora vulnerabile
Il furto del 1994 rese il volto urlante di Munch sinonimo di fragilità culturale. Dieci anni più tardi un’altra versione fu sottratta dal Munchmuseet e recuperata nel 2006, confermando che l’opera continua a esercitare una magnetica attrazione sul crimine d’arte.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

