Mer. Mag 27th, 2026

Bernini e i Barberini: un viaggio nel Barocco romano a Palazzo Barberini

Bernini e i Barberini: un viaggio nel Barocco romano a Palazzo Barberini
Bernini e i Barberini: un viaggio nel Barocco romano a Palazzo Barberini

Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026, Palazzo Barberini ospita la mostra “Bernini e i Barberini”, dedicata al rapporto tra Gian Lorenzo Bernini e il Papa Urbano VIII

Nel cuore di Roma, a Palazzo Barberini, si svolgerà una delle mostre più attese del 2026. “Bernini e i Barberini” non solo celebra il genio artistico di Gian Lorenzo Bernini, ma anche l’importanza fondamentale del suo committente, Maffeo Barberini, che nel 1623 divenne papa con il nome di Urbano VIII. Questo incontro tra il giovane scultore e il futuro papa segnò l’inizio di un legame che avrebbe definito non solo il Barocco romano, ma anche l’ascesa di una nuova lingua artistica. Il percorso espositivo traccia questo cammino, mettendo in luce il ruolo determinante del papa nell’affermazione del talento di Bernini.

Un’analisi storica e artistica del rapporto Bernini-Barberini

L’esposizione, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, esplora in profondità la centralità di Maffeo Barberini come scopritore e principale sostenitore di Bernini. Questo legame è al centro di un dibattito che coinvolge le origini del Barocco. Mentre alcuni studiosi posizionano le radici del Barocco tra il 1600 e il 1610 con Caravaggio e Carracci, altri attribuiscono la sua piena affermazione agli anni Trenta del Seicento, con la figura di Bernini come uno dei suoi principali protagonisti. La mostra, che si colloca anche a ridosso del quattrocentesimo anniversario della consacrazione della Basilica di San Pietro, intende offrire una visione unica di questa fase storica, raccontando la straordinaria collaborazione tra l’artista e il papa.

Le opere e il percorso espositivo

La mostra si articola in sei sezioni che seguono la carriera di Bernini, dai suoi esordi fino alla sua piena maturità. Le opere selezionate permettono di osservare il passaggio dal tardo manierismo alla potenza espressiva che caratterizzerà la scultura barocca. Tra i prestiti eccezionali, si segnala il San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, che rappresenta uno dei momenti fondanti della scultura barocca, e il Putto con drago del Getty Museum. Altre opere inedite saranno presentate per la prima volta al pubblico italiano, come Le Quattro Stagioni dalla collezione Aldobrandini, un confronto diretto tra padre e figlio nella tradizione scultorea familiare.

Il ritratto di Urbano VIII e la scultura dei Barberini

Un’attenzione particolare sarà dedicata al ritratto di Urbano VIII, che si configura come il cuore simbolico del pontificato e della stagione berniniana. I busti in marmo e bronzo del papa, a fianco di ritratti di altri membri della famiglia Barberini, costituiscono uno degli aspetti centrali dell’esposizione. Inoltre, un capitolo importante della mostra riguarda la galleria dei ritratti degli antenati Barberini, opere monumentali realizzate da Bernini, Giuliano Finelli e Francesco Mochi, che furono disseminate in collezioni private e pubbliche e che ora vengono ricomposte a Palazzo Barberini.

Bernini pittore e il suo ruolo nei cantieri di San Pietro

Un altro capitolo interessante riguarda l’attività pittorica di Gian Lorenzo Bernini, spinta dal suo mentore Maffeo Barberini. In mostra, il pubblico potrà ammirare alcuni dei dipinti di Bernini, tra cui un’opera “pubblica” confrontata con un dipinto di Andrea Sacchi. Inoltre, il percorso si concentra sul ruolo fondamentale dell’artista nei cantieri di San Pietro, da lui progettati e realizzati durante il pontificato di Urbano VIII. Il Baldacchino, la crociera e il monumento funebre a Urbano VIII sono alcune delle opere che restituiscono l’importanza di Bernini per la definizione della Basilica.

La memoria dei Barberini e il gusto barocco

La mostra si conclude con una riflessione più ampia sul gusto barocco, rappresentato dalla cerchia degli Apes Urbanae, un gruppo di artisti che orbitava attorno alla figura di Urbano VIII. In questa sezione, il dialogo tra Bernini e altri maestri del tempo, come Guido Reni, è fondamentale per comprendere la visione artistica che caratterizzò la Roma del Seicento. I busti di Thomas Baker e Costanza Bonarelli, insieme a capolavori di Alessandro Algardi e François Duquesnoy, completano il panorama artistico proposto.

Un catalogo e un supporto tecnico d’eccezione

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, che include saggi dei curatori e analisi approfondite delle opere esposte. L’evento beneficia del supporto tecnico di Coopculture e del sostegno di Intesa Sanpaolo, confermando l’importanza di questa iniziativa culturale. Inoltre, la mostra si inserisce in una serie di eventi dedicati ai Barberini, un tema che ha già visto la luce in mostre come “L’immagine sovrana” e “Caravaggio 2025”.

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