Dal 19 febbraio al 10 aprile la Other size gallery ospita “La forma del bianco”, progetto espositivo di Caterina Crepax costruito attorno a cinque abiti-scultura pensati per corpi femminili…
“La forma del bianco” apre la programmazione della galleria con un nucleo compatto di opere: cinque abiti-scultura che portano l’oggetto-vestito fuori dalla funzione e dentro una dimensione installativa. La cura è affidata a Maria Savarese.
Cinque abiti-scultura, due inediti e un omaggio
Il percorso si concentra su cinque pezzi concepiti per il corpo femminile ma presentati come presenze autonome. Tra le opere compaiono due lavori nuovi — “Favola barocca” e un piccolo abito-scultura ispirato a montagna e sci — oltre a una selezione di disegni preparatori che mostrano la costruzione dell’immagine prima della materia.
Carta e materiali di riuso come metodo
Il progetto insiste sul riutilizzo di carta e materiali comuni, trattati come se fossero tessuti. La logica è quella della metamorfosi: superfici nate per un uso quotidiano vengono trasformate in “pelli” decorative, pieghe, volumi. Il risultato non è un esercizio di stile, ma una scelta strutturale che determina peso visivo, fragilità e ritmo delle forme.
Abiti vuoti, memoria del corpo
Gli abiti sono presentati come “disabitati”: non indossati, non animati da un corpo reale, eppure costruiti per conservarne l’idea. Il vuoto diventa parte dell’opera, come traccia: una presenza per sottrazione che rimanda a figure femminili immaginate e a una memoria più narrativa che biografica.
Un lessico tra antico, minimalismo e barocco
Nel progetto convivono riferimenti a tempi e linguaggi diversi: memoria dell’antico, essenzialità minimalista, densità barocca. La sintesi non passa per la citazione diretta, ma per la combinazione di ordine e ornamento, struttura e dettaglio, fino a far assumere ai lavori un profilo quasi “creaturale”.
Dalla moda al teatro
Crepax lavora anche come architetto d’interni e tratta l’abito come spazio: un oggetto costruito, organizzato, montato. Non a caso i pezzi sono pensati come indossabili per sfilate e contesti performativi, con una doppia funzione: costume di scena e scena in sé. Negli ultimi tempi il suo lavoro è entrato anche in contesti istituzionali, tra cui Teatro alla Scala.
Date e orari da segnare
Inaugurazione giovedì 19 febbraio alle 18; apertura fino al 10 aprile. In mostra: cinque abiti-scultura, due opere inedite, un lavoro ispirato al tema montagna-sci e i disegni preparatori che accompagnano la progettazione.
Appassionato/a di arte, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

