In Quei bravi ragazzi, Henry Hill conduce Karen nel locale passando dall’ingresso di servizio, attraverso scale, corridoi e cucine, senza che il montaggio interrompa il tragitto…
In Quei bravi ragazzi, diretto da Martin Scorsese nel 1990, Henry e Karen arrivano al Copacabana di New York ma non entrano dalla porta riservata al pubblico. Scendono una scala esterna e imboccano gli spazi di servizio. La macchina da presa li segue attraverso corridoi e cucine. Henry saluta lavoratori e conoscenti, distribuisce mance e trova i passaggi disponibili. Karen non riceve una spiegazione del sistema: lo scopre seguendolo.
Tre minuti senza stacchi
La sequenza è costruita come un’unica ripresa di circa tre minuti. Il tempo del racconto coincide con quello necessario per raggiungere la sala. Il tragitto non viene abbreviato con ellissi né ricomposto da inquadrature separate. Ogni porta conduce alla successiva, ogni svolta modifica la profondità dello spazio e ogni incontro conferma che Henry è riconosciuto. Il piano-sequenza rende continuo ciò che il montaggio potrebbe frammentare: l’ingresso, la rete di relazioni e l’arrivo davanti al palco.
Uno spazio modificato per la ripresa
L’American Film Institute documenta che il luogo fu adattato per rendere il percorso più articolato. Una parete provvisoria venne aggiunta e rimossa nel corso della stessa ripresa, permettendo alla macchina da presa e agli attori di seguire un itinerario più tortuoso nel retro del locale. Il movimento apparentemente naturale dipende quindi da una preparazione scenografica precisa. Il Copacabana viene temporaneamente ridisegnato in funzione della camera.
Il coordinamento dietro la fluidità
La fotografia è di Michael Ballhaus. Per la sequenza, Ballhaus lavorò sulla scansione dei tempi con l’operatore Steadicam Larry McConkey e l’assistente alla regia Joe Reidy, mentre Scorsese definiva movimento e azioni. La difficoltà non consisteva soltanto nel seguire Ray Liotta e Lorraine Bracco. Comparse, camerieri e addetti alle cucine dovevano occupare o liberare i passaggi al momento giusto; porte, saluti, consegne e spostamenti dovevano avvenire senza spezzare la continuità.
Il privilegio diventa spazio
Henry e Karen emergono infine dalla cucina nella sala affollata; un tavolo viene portato davanti al palco e preparato per loro. Il vantaggio non è dichiarato, ma misurato attraverso il percorso: nessuna attesa, nessun controllo, nessuna prenotazione visibile. Scorsese ha spiegato che la ripresa doveva mostrare sia la seduzione esercitata da Henry su Karen sia quella esercitata su Henry dallo stile di vita criminale. Il piano-sequenza unisce le due idee: avanzare nel locale significa avanzare dentro quel sistema di privilegi.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

