Roma, Salerno, la Moda e Sanremo: intervista ad Antonio Martino

Non sono un intenditore di moda, l’ho sempre confessato e lo ribadisco. Ma ho la fortuna di riconoscere (ogni tanto ce la faccio) bravura, grande estro e assoluta dedizione per il lavoro. E ho anche il piacere di conoscere alcuni degli stilisti più promettenti dello scenario romano. Perché se è vero che l’alta moda italiana rischia l’estinzione, come qui sostenuto e raccontato, è vero anche che eleganza e stile in Italia vengono quotidianamente e magistralmente portate avanti da chi, nonostante non goda della fama delle grandi griffe mondiali, ci mette, ogni giorno, passione, creatività, arte.

Antonio Martino, classe 1975, salernitano di nascita e romano di adozione, è uno di questi. Nel 2008 ha creato il suo brand Antonio Martino Couture. E da allora non si è mai fermato, riuscendo a vantare importanti collaborazioni e ottime vetrine, nazionali e non solo. Suoi gli abiti di Simona Molinari, bravissima cantante “elettrojazz”, che avete potuto vedere a Sanremo 2013 e 2014. Ma insegna anche all’Accademia del Lusso di Roma. L’ho intervistato per voi: sull’arte, sulle difficoltà, su Roma

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Che differenza esiste, per te, tra moda e abbigliamento? La moda può considerarsi arte?

Potrei rispondere in maniera superficiale, affermando che ci sia una differenza abissale. Ma, secondo me, non esiste alcuna differenza. Anzi, ritengo che l’abbigliamento sia la stretta conseguenza della moda. Questa viene spesso definita Arte, per l’esclusività, l’originalità e la difficoltà di realizzazione. Ma da un’idea originale, nuova e adeguata all’oggi nasce un mondo nuovo conosciuto dalla massa come abbigliamento.

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Quali sono i problemi che fanno “soffrire”, economicamente e professionalmente, i giovani stilisti emergenti?

Non si fa altro che parlottare di quanto sia importante dare visibilità ai giovani, di cambio generazionale, ma non si valuta mai e seriamente la mancanza di strutture che possano dare la giusta visibilità e il giusto supporto per far conoscere e far crescere i talenti di domani. Si parla solo del “bisogna fare” e mai del “che cosa bisognerebbe fare”. Le richieste di finanziamenti spesso per cavilli incomprensibili sono arenate dalla burocrazia italiana. Tutto diventa complicato, e i giovani emergenti si scoraggiano. Per poi rinunciarci.

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Quali problematiche emergono nel settore nella città di Roma?

Roma strutturalmente non è preparata per lavorare nel mondo della moda. Dopo anni di svariati tentativi, giochetti politici, sono arrivato alla conclusione che niente potrà mai cambiare se non hai la fortuna di diventare famoso all’estero. O quella di avere già un’attività di famiglia che possa, in qualche modo, aprirti le porte giuste.

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Quale consiglio a chi ha voglia di cimentarsi in questo settore così delicato?

Consiglio di studiare in strutture valide, affiancate a famose case di moda, per poter subito lavorare. Sarà inevitabile non farsi sfruttare, ma alla lunga fortifica. E, mi raccomando, imparate ad essere umili e a “rubare” con gli occhi.

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La tua più grande soddisfazione.

Il palco di Sanremo. Ed essere stato definito lo stilista di Sanremo 2013.

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Per info: www.antoniomartinocouture.com e info@antoniomartinocouture.com

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