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Testimoni dei Testimoni, una mostra per ricordare Auschwitz

Di Lucia Quadrini

Si inaugurerà sabato 26 gennaio, e proseguirà sino al 31 marzo, la mostra “Testimoni dei Testimoni. Ricordare e raccontare Auschwitz”, presso il Palazzo delle Esposizioni. Messa in scena di Studio Azzurro da un’idea degli studenti dei viaggi della memoria. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla crescita culturale con la collaborazione di Comunità Ebraica di Roma.


Testimoni dei Testimoni. Ricordare e raccontare Auschwitz

A seguito di un viaggio della memoria ad Auschwitz, un gruppo di studenti e di studentesse di alcuni licei romani ha iniziato a immaginare un modo diverso di ricordare quei terribili avvenimenti. Dal loro incontro con Studio Azzurro – il noto collettivo di artisti italiani attivo dai primi anni Ottanta – è nata una mostra da vivere come una esperienza che inviti a compiere un percorso fisico e mentale per mantenere accesa la memoria della storia.

Testimoni dei testimoni, gli studenti romani raccontano Auschwitz

Una mostra di cui c’è bisogno. Quest’anno in particolar modo. In un momento di grande confusione e tensione, in un’Europa che sta barcollando sulle sue sicurezze e forse si dimentica il grandissimo contributo devastante che ha pagato, in vite umane, per la propria Libertà. La Libertà di tutti noi. Quindi è doveroso dare risalto a un evento importante multimediale, in uno spazio romano di grande pregio, Palazzo di Esposizioni, a poche centinaia di metri dal Rione Monti. Dove sotto Natale sono state divelte e rubate una ventina di Pietre d’Inciampo. E proprio in questi giorni riposizionate, dopo averle rifatte.

Per non dimenticare mai!

Serve parlare, raccontare, sempre. Così da non lasciare le nuove generazioni nel buio della storia non raccontata. Una storia che troppo spesso viene sbeffeggiata e resa insulsa da battute, irriverenza e superficialità. Gli artisti di Studio Azzurro ci guidano in questa esperienza – con il contributo dei ricordi e dei racconti dei ragazzi reduci da viaggi della Memoria – nel solco della poetica che distingue internazionalmente il loro lavoro. Con una narrazione destinata alla fruizione collettiva e scandita da una serie di tappe, alcune delle quali richiedono la partecipazione attiva dello spettatore.

Gli autori della mostra

Studio Azzurro, fondato a Milano nel 1982 da Paolo Rosa, scomparso nel 2013, da Fabio Cirifino e Leonardo Sangiorgi, ai quali si aggiunge dal 1995 al 2011 Stefano Roveda, ha intrapreso un percorso progettuale complesso integrando linguaggi e competenze diverse. Una storia di amicizia, una passione condivisa per la video arte che ha inizio negli anni Settanta. E prosegue, senza sosta, continuando a sfidare mutamenti culturali, tecnologici e di pensiero.

Partecipazione e interazione sono, infatti, le parole chiave di Studio Azzurro che coniuga l’applicazione di tecnologie sofisticate con l’idea di un’arte dalla forte vocazione sociale, recuperando la centralità delle “storie”, delle testimonianze di vita, e aprendosi a temi di disagio ed emarginazione,come, ad esempio, nell’interpretazione della Genesi (realizzata per il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia del 2013), affidata a carcerati e sordi segnanti, uno dei tanti esempi nella lunga interminabile storia di Studio Azzurro.

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