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Gli “SpettAttori” di Frayn secondo Pino Strabioli: la recensione

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Sarà in scena, fino al 12 maggio, presso il Teatro Vittoria di Roma, Spettattori, per la regia di Pino Strabioli

Spettattori

In scena fino al 12 maggio al Teatro Vittoria di Roma Spettattori, versione italiana della commedia Audience di Michael Frayn, per la regia di Pino Strabioli. L’autore è noto al nostro pubblico grazie a testi meravigliosi quali Copenaghen, e il più famoso Noise Off- Rumori fuori scena. Frayn è solito portare il pubblico a conoscenza “dell’altra parte”, di ciò che accade dietro le quinte di uno spettacolo, delle dinamiche che compongono la rappresentazione sul palco.

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“Spettattori”, due platee a confronto

La curiosità nel pubblico è sempre viva, tra costumi e spazi nascosti non alla portata di tutti, cosa mai accadrà in quel mondo nascosto? Ma se al contrario fosse il pubblico ad essere messo sotto esame? Due platee, quella vera e quella posticcia in cui siedono i membri di questa commedia di Frayn. Un pubblico poco attento alla messa in scena, e forse più attento e proiettato sulle proprie dinamiche.

Ricalca lo stereotipo delle figure che spesso si ritrovano in sala, e le dinamiche da pre e durante show. Nel complesso però questa commedia non decolla mai e, sebbene sia negli intenti dell’autore stesso quello di voler essere in scena utilizzando quei frammenti di realtà come rappresentazione delle sue debolezze, il gioco non avviene.

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Il nostro commento

Lo spettacolo non racconta nulla nonostante le interpretazioni degli attori/spettatori. Il ritmo è vacillante soprattutto per gli interventi del personaggio dell’autore completamente fuori tempo rispetto al resto. La “critica”, è giusto dirlo, non va agli attori o alla regia, ma al testo che manca di quel quid in più, non permettendo al cast di lavorare al pieno delle loro evidenti possibilità. Spesso, seduti nel buio della platea, ci chiediamo quale magia avranno in serbo per noi gli attori e il regista. Ma quando gli attori sono pubblico il gioco si fa duro e le dinamiche da portare in scena non sono quelle travagliate di Shakespeare, ma la pura realtà.

Il testo senza “quid”…

Nonostante ci sia un accenno nel testo a questa tanta acclamata vita reale, Spettattori ci lascia una perplessità costante. Frayn ha sviluppato pochissimo il potenziale della sua idea, rendendo superfluo questo intervento a teatro. Il pubblico ha un compito preciso, quello di osservare in maniera silente e riflettere, accompagnando l’attore nella sua performance che non potrebbe esistere senza la sua presenza.

… e l’elogio agli interpreti

Ma qui il pubblico posticcio è disattento, rumoroso e non partecipa, il patto tacito tra le parti quindi non può funzionare. Un elogio sostanziale ancora agli interpreti comunque sia ironici e divertenti, cui l’autore avrebbe dovuto dare più spessore per arrivare ad esprimere i suoi dubbi profondi. Forse è lecito domandarsi quanto sia interessante sapere di quel pubblico in sala. Quei personaggi fuori dai testi e fuori controllo, che vengono ad estraniarsi proprio da quella vita reale per avere un attimo di pace e respiro. Forse proprio per questo gli attori parlano e il pubblico tace. Allora perché disturbarli se non abbiamo nulla da fargli dire?

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