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Jan Fabre The Rhythm of the Brain, da ottobre a Palazzo Merulana

Aprirà l’11 ottobre 2019, sino al 9 febbraio 2020, la mostra Jan Fabre The Rhythm of the Brain a Palazzo Merulana.

Jan Fabre
Jan Fabre

Aprirà l’11 ottobre 2019, sino al 9 febbraio 2020, la mostra Jan Fabre The Rhythm of the Brain a Palazzo Merulana. Un percorso espositivo attorno alla poliedrica e visionaria produzione artistica di Fabre. L’evento è presentato dalla Fondazione Elena e Claudio Cerasi e da CoopCulture, in collaborazione con Galleria Magazzino e con il sostegno di Flanders State of the Art.

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La opere in mostra

La mostra vedrà alcune sculture inedite scelte dall’artista appositamente per Palazzo Merulana, altre mai esposte in Italia, una serie di disegni e un film-performance, realizzato da Fabre insieme al neuroscienziato italiano Giacomo Rizzolatti. Le opere di De Chirico, Donghi, Capogrossi, Janni, Casorati e Cambellotti sono state d’ispirazione diretta per Fabre nella selezione di alcune sculture inedite.

Chi è l’artista

Jan Fabre (Anversa, 14 dicembre 1958) è un artista, coreografo, regista teatrale e scenografo belga. Studia all’Istituto di Arti Decorative e Belle Arti e all’Académie royale des Beaux-Arts d’Anvers. All’inizio degli anni ’80 dirige ad Anversa i suoi primi spettacoli. Parliamo di Theatter geschreven met een K is een kater e This is theatre like it was to be expected and foreseen, spettacolo che, soprattutto per la sua lunga durata, (otto ore, dal tramonto all’alba), colpisce il pubblico e gli procura un’immediata notorietà.

Nel 1984 presenta alla Biennale di Venezia The power of theatrical madness (cinque ore) che connota ancora più chiaramente il suo stile eccessivo e “crudele”. Alla rassegna Documenta 8 di Kassel propone la prima coreografia per Dance Sections, preliminare alla realizzazione di Das Glas im Kopf wird vom Glas, presentato nel 1987 al Roma-Europa Festival. Seguono Prometheus Landscape (1988), The interview that dies, The Palace at four o’clock in the morning, The reincarnation of God, (1989), The sound of one hand clapping, quest’ultimo basato su frammenti musicali di Dave Knapik, Bernd Zimmermann e dei Doors. Tra le ultime regie teatrali si ricordano The end comes a little bit earlier this century. But business as usual (1999), As long as the world needs a warrior’s soul (2000, a partire dal testo di Dario Fo Io, Ulrike, grido!), Je suis sang (2001), Het zwanenmeer (2002), Parrots & guinea pigs (2002), Angel of death (2003), Elle était et elle est, meme (2004), Etant donnés (2004), Quando L’Uomo principale è una donna (2004).

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