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Le fotografie di Anton Yelchin inaugurano Spazio Field di Palazzo Brancaccio

Sarà visitabile sino al 30 novembre 2019, presso lo Spazio Field di Palazzo Brancaccio, la prima mostra europea di Anton Yelchin, attore cinematografico e fotografo americano.

Anton Yelchin – Provocative Beauty
Anton Yelchin – Provocative Beauty

Sarà visitabile sino al 30 novembre 2019, presso il neonato Spazio Field di Palazzo Brancaccio, la prima mostra europea di Anton Yelchin, attore cinematografico e fotografo americano. “Anton Yelchin – Provocative Beauty” inaugura l’attività di questo nuovo spazio dedicato alla ricerca e alla contaminazione di nuovi linguaggi visivi, che inizierà la sua programmazione nel 2020.

L’esposizione è curata da Clayton Calvert e Alessio de’ Navasques. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Anton Yelchin Foundation di Los Angeles, fa parte del programma di Videocittà, Festival della Visione, ideato da Francesco Rutelli, e giunto alla seconda edizione.

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Le opere in mostra

Noto per i ruoli interpretati in più di settanta film, tra cui Star Trek, Green Room, Like Crazy, Terminator: Salvation e Alpha Dog, e appassionato di fotografia fin da adolescente, Yelchin aveva iniziato una carriera parallela di fotografo, pubblicando i suoi scatti e ricevendo commissioni da riviste internazionali. Scomparso prematuramente, a soli 27 anni, ha lasciato un’eredità culturale documentata dalla sua ricerca creativa. La mostra raccoglie una selezione di cinquantuno immagini, realizzate da Yelchin nel corso degli ultimi sei anni della sua vita: nei grandi saloni di Spazio Field si snoderà un percorso emozionante, che racconta la vita dell’artista.

Cinquantuno immagini, realizzate da Yelchin nel corso degli ultimi sei anni della sua vita

Le atmosfere saturate e trasgressive di Hollywood rappresentano il passaggio per un viaggio alla scoperta di sé. Passando dal grottesco al surreale. Un’estetica ispirata anche al cinema noir: dallo Scorsese degli anni Settanta al mondo onirico di Lynch. “Fare fotografie – aveva dichiarato Yelchin – mi sembra un modo per esprimere un certo tipo di narrazione emozionale, astratta. Guardo le immagini di cui sono più orgoglioso come se fossero un film che racconta il mondo. Nel modo in cui lo vedo”.

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