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Doctor Sleep – La recensione del seguito di Shining

In Doctor Sleep Ewan McGregor ci riporta nell’Overlook Hotel, l’albergo più spaventoso del cinema, tra ricostruzioni di Shining e nuovi “mostri”.

Era il 1977 quando un giovanissimo e quasi sconosciuto Stephen King pubblicava Shining, il suo terzo romanzo. Era il 1980 quando nelle sale di tutto il mondo approdava la trasposizione cinematografica firmata da Stanley Kubrick. Quarant’anni dopo sia il libro che il film sono unanimamente considerati due pietre miliari del genere horror. Nel corso di questi anni, racconta King, molti fan hanno chiesto cosa ne fosse stato del piccolo Danny, il bambino che grazie al dono della“luccicanza” era sopravvissuto alla furia omicida del padre armato di accetta. Così nel 2013 l’autore ha deciso di soddisfare la loro curiosità, riprendendo le fila del racconto. E, come quasi tutti i romanzi di King, anche questo è diventato un film, uscito giovedì scorso nelle sale italiane.

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Doctor Sleep: la trama

È passato tantissimo tempo dai fatti dell’Overlook Hotel e Danny è ormai un uomo adulto. Dopo anni difficili, in cui ha tentato di sopprimere la sua luccicanza affogandola nell’alcol, Danny ha messo la testa a posto. Si è creato una nuova vita trasferendosi dalla Florida in una piccola cittadina al Nord e lavora in un ospizio. Ma il suo dono è sempre lì e anche se lui cerca di non usarlo, la sua mente capta cose impercettibili al resto del mondo: visioni del passato e del futuro, ma anche presenze di altre persone simili a lui. È così che conosce Abra, un’adolescente con una luccicanza potentissima, tanto da aver attirato l’attenzione di una spietata congrega di esseri immortali che si mantengono giovani nutrendosi della luccicanza di bambini. Per salvare Abra, Danny non dovrà solo ricominciare ad usare i suoi poteri, ma anche tornare all’Overlook e affrontare i fantasmi del passato.

Il nostro commento

A firmare la regia di Doctor Sleep è lo stesso Mike Flanagan che l’anno scorso aveva terrorizzato gli utenti Netflix con la sua serie “The Hounting of Hill House”, dimostrando grande stile e doti tecniche. E infatti Doctor Sleep è un film ben fatto e molto “intelligente”. Flanagan dosa con grande parsimonia sia gli effetti visivi che i richiami al passato di Danny e le ricostruzioni di scene di Shining, facendone uso solo quando sono funzionali allo svolgimento della storia. Le ricostruzioni sono incredibili, ma mai del tutto perfette, come a voler richiamare nello spettatore quell’inquietudine “antica” suscitata dall’ingombrante prequel, senza però scadere nel nostalgico. Richiami a parte, Doctor Sleep ha una sua trama, che si regge da sola sui propri piedi e che solo in parte è collegata al passato, anche se nel suo svolgimento finirà con lo spiegare molto (quasi tutto) del mai detto a proposito del primo film, togliendo ai fan il divertimento dell’interpretazione.

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