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Gio Ponti – Olivari, un felice e poco conosciuto sodalizio in scena al Maxxi

“Gio Ponti. Amare l’architettura.” è un’occasione per approfondire la collaborazione tra il genio milanese e la realtà Olivari, produttrice di maniglie dal 1911. Dal 27 novembre al 13 aprile 2020

Nella sua storia centenaria, Olivari, storica azienda specializzata nella produzione di maniglie, ha sempre perseguito l’eccellenza qualitativa, intavolando proficue collaborazioni con i migliori architetti e designer. In occasione della mostra al Maxxi che celebra il quarantennale dalla scomparsa di Gio Ponti, l’azienda presenterà tre maniglie del creativo in questione: Lama, Cono e Anello. Sono tre modelli nati dalla riflessione sul tema della leggerezza, della riduzione della forma e del materiale, per i quali vennero sperimentati e utilizzati l’ottone e l’alluminio.

Lama, Cono e Anello: leggerezza e riduzione della forma e del materiale

Ognuno di essi ha una propria identità e una propria logica espressiva. In particolare, Lama, dal 1954 ai giorni nostri, non ha subito arresti di produzione, a partire dal suo concepimento per l’edificio in cemento armato del Dopoguerra più alto d’Europa, il grattacielo Pirelli, ideato dallo stesso Ponti. In tal caso, anche un elemento apparentemente minore come una maniglia è stato oggetto di un programma di definizione formale, fatto di prove e tentativi con materiali e tecniche diverse.

Con la loro diversità e complessità, tali maniglie aiutano a condividere la ricerca di un’identità moderna, nata a partire dall’epopea del Palazzo della Montecatini di Milano, sullo scorcio degli anni Venti. Si tratta di uno dei primi capolavori di Ponti, molla propulsiva per la sua consacrazione. Grazie ad esso, il progettista ebbe anche la possibilità di dare inizio a quel processo di revisione degli elementi dell’architettura in collaborazione con l’industria, che caratterizzò i suoi successivi anni di attività.

Maniglia modello Lama, Olivari

Chi era Gio Ponti

Gio Ponti (Milano, 18 novembre 1891 – Milano, 16 settembre 1979) è stato architetto, designer, art director, scrittore, poeta, critico e artista integrale a 360 gradi. Oggetto di vasta letteratura storico-critica, ha dato inoltre vita ad una produzione espositiva difficilmente eguagliabile. Ha disegnato moltissimi oggetti nei più svariati campi, dalle scenografie teatrali, alle lampade, alle sedie, agli oggetti da cucina, agli interni di transatlantici. In architettura, si ricordino la Scuola di Matematica, nella città universitaria di Roma, una delle prime opere di Razionalismo, del 1934, e la Concattedrale di Taranto, del 1970,oltre ai già citati uffici della Montecatini e al grattacielo Pirelli a Milano, degli anni Cinquanta. Nel campo del design, importante la seduta Superleggera, del 1955 (prod. Cassina).

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L’azienda Olivari

La fondazione risale al 1911, ad opera di Battista Olivari, a Borgomanero, in provincia di Novara. Nel 1926 gli succede la moglie, Antonietta Ramelli. È una delle prime donne a capo di un’azienda in Italia. Negli anni Trenta vengono messe in atto le prime importanti collaborazioni con celebri architetti italiani dell’epoca, quali Marcello Piacentini e Gio Ponti. Questi sodalizi artistici continuano poi negli anni Cinquanta. Ernesto, Ambrogio e Luigi Olivari entrano in contatto con Franco Albini, Ignazio ardella, Angelo Mangiarotti, Caccia Dominioni e i BBPR.

Questi progettisti disegnano maniglie di grande bellezza appositamente per i loro edifici, che poi rimangono nel catalogo Olivari. Negli anni Settanta il modello Boma, la prima maniglia in plastica colorata, diventa un best seller. Successive spinte, sia tecnologiche che progettuali, ad opera dei fratelli Antonio, Giuseppe, Carlo ed Enrico contribuiscono al successo dell’azienda. Oggi Olivari continua il suo fruttuoso dialogo con il mondo del design e del progetto. Il confronto con i più noti designer della scena milanese, tra cui Enzo Mari, Rodolfo Dordoni, Piero Lissoni, James Irvine e Patricia Urquiola, si affianca alla collaborazione con i grandi protagonisti dell’architettura contemporanea: Shigeru Ban, Steven Holl, Toyo Ito, Daniel Libeskind, Peter Marino, Dominique Perrault. 

Orari, costi e indirizzo

Luogo: Maxxi Museo Nazionale delle Arti del XXI sec.
Indirizzo: via Guido Reni 4a, Roma.
Date: 27-11-2019 / 13-04-20
Orari: 11-19; sabato 11-22. Lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima del Museo-
Biglietto: intero € 12, ridotto € 9. Gratuito Minori di 14 anni; disabili che necessitano di accompagnatore; accompagnatore del disabile; dipendenti MiBAC; accompagnatori e guide turistiche dell’Unione Europea, munite di licenza (rif. circolare n.20/2016 DG-Musei); 1 insegnante ogni 10 studenti; membri ICOM; soci AMACI; giornalisti accreditati; possessori della membership card del MAXXI
Tipo: Mostra/ architettura-design
Curatori: Maristella Casciato, Fulvio Irace, Margherita Guccione, Salvatore Licitra, Francesca Zanella.

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