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Roma e Ostia nella trilogia neorealista di Claudio Caligari

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Amore tossico, L’odore della notte e Non essere cattivo: alla scoperta delle location più o meno famose, tra Roma e Ostia, della celebre trilogia di Claudio Caligari

Amore tossico, L’odore della notte e Non essere cattivo: alla scoperta delle location, tra Roma e Ostia, dove è stata girata la celebre trilogia di Claudio Caligari.

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Roma, casa e prigione: le location di Amore tossico

Roma, a cavallo tra gli anni 70 e 80, il tempo della non vita incontra la trama dei racconti del maestro neorealista Claudio Caligari. “Amore tossico”, primo dei tre film che compongono la sua ideale trilogia cult segna il panorama del cinema italiano. La periferia di Roma è teatro del buio esistenziale dei giovani dipendenti dalla droga. le sue strade, i suoi vicoli ma anche i suoi orizzonti, come quelli del mare di Ostia, sono partecipi assenti della circolarità irreversibile di chi li abita. La città nell’eternità del suo sguardo osserva la morte senza intervenire. La casa delle anime perse dei racconti di Caligari é allo stesso tempo la loro prigione.

Ostia, dove sfocia il fiume

Per la realizzazione del primo film della trilogia i personaggi sono scelti dalla strada e sono veri tossicodipendenti con reali crisi. La disperazione della vita ai margini della società infesta le strade della periferia, da ostia a Centocelle. Storico il dialogo tra Loredana e il suo spacciatore presso via dell’acquedotto alessandrino a Roma. Ostia con le sue vie ospita le scene più iconiche del film. Da Piazza dei Ravennati alla scalinata della chiesa di Regina Pacis, in corso Regina Maria Pia o davanti la chiesa di Santa Teresa. La continua drammatica e disperata ricerca di droga macchia i viali e le vie di Ostia, come quello della Marina e Via Sartena, o Via del Sagittario.

Un’attesa viziosa e continua che attraversa le coste del litorale alimentando crimini e prostituzione. Teresa aspetta il suo pappone sul lungomare Duca degli Abruzzi. Frequenti gli omaggi a Pierpaolo Pasolini, come la scena in cui Cesare e Michela si drogano esattamente dove venne rinvenuto, ad ostia, il suo cadavere, appoggiati al “Monumento a Pasolini”. Oppure l’ultima sequenza in cui Cesare incontra la sua morte sotto i gradini del palazzo della posta in piazza della posta ad ostia. la posizione che il suo corpo senza vita assume ricorda quella di un povero cristo, dell’accattone. Il grottesco si fonda con lo straziante.

Roma città violenta in “L’odore della notte”: il film con Valerio Mastrandrea e Marco Giallini

L’odore della notte

Il secondo capitolo dell’ideale trilogia ci porta in un altro mondo degli emarginati: quello della violenza. La città si macchia degli atti criminali ultra violenti, dai colori a tratti pulp, di un giovanissimo Valerio Mastrandrea accompagnato da Marco Giallini. La banda della periferia di Roma si muove nei suoi intenti criminali dalle zone più marginali, il capo della banda Remo abita sulla Casilina vecchia, verso quelle più ricche e centrali. La violenza restituita in tutta la sua realtà invade le strade del centro.

L’arresto di remo è effettuato a Piazza Mincio, quartiere Coppedè. Assistiamo poi al tentato omicidio a Piazza Regina Giunone e ai crimini di Piazzetta del Velabro in cui la banda rapina e picchia due ragazze. Le notti criminali sono accese dalle luci della macchina usata per le rapine. Attraverso i suoi finestrini in continue soggettive lo spettatore diviene partecipe della violenza. Percepisce il rischio e la velocità delle accelerazioni lungo le strade del centro e presso collina Fleming.

Dalle rapine su strada a quelle consumate nelle case, il film ritaglia uno scorcio di ricchezza e benessere della Roma bene pronto a essere violato da quella che sembra essere una “guerra” di classe. L’hotel La posta vecchia a Palo Laziale, tra Ladispoli e Marina di San Nicola è la villa dell’ultima rapina della banda. qui il loro destino si compie ineluttabilmente.

Il racconto riprende lungo le coste del mare: il film con Luca Marinelli e Alessandro Borghi

Non essere cattivo

L’ultimo film della trilogia e della vita del regista, scomparso prematuramente, è “Non essere cattivo” con Luca Marinelli e Alessandro Borghi. Lungo le coste del litorale romano il tema della dipendenza si intreccia con quello della violenza criminale. Il film si apre con Cesare, che presso Piazza dei Ravennati, raggiunge Vittorio sul pontile della Vittoria di Ostia, mentre mangia un gelato.

Evidente il riferimento metacinematografico alla scena girata nello stesso luogo in “Amore tossico”. Il Lido di fiumicino, la spiaggia di Torvaianica a Pomezia, le vie del Lido d’Ostia, come via dell’Aquilone luogo di ritrovo, o il Lungo Mare Toscanelli, diventano la culla calma in cui la vita incontra la morte.

Caligari e il suo realismo tragico

Claudio Caligari fonda la sua idea stilistica di rappresentazione realista distaccandosi da quella dei suoi precedenti. la realtà, anche quella più dura e misera raccontata da Pasolini, lasciava comunque spazio alla speranza della redenzione, della libertà cristiana. La luce rivoluzionaria che salva l’uomo dalla sua condizione non si concretizza nel cinema di Caligari. la vita dei suoi personaggi è vittima del loro destino. Una trilogia cult che sa sconvolgere il pubblico della sua epoca. Il realismo tragico apre le strade del cinema a nuovi sguardi spettatoriali.

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