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Utopia, la serie tv, in chiave complottistica, sulle epidemie nel mondo

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Un gioiello di serie tv da riprendere in questi giorni di quarantena: Utopia è una serie televisiva britannica, ideata da Dennis Kelly e trasmessa a partire dal 15 gennaio 2013. Una serie estremamente attuale sulle epidemie nel mondo in chiave complottistica…

Un gioiello di serie tv da riprendere in questi duri giorni di quarantena. Utopia è una serie televisiva britannica, ideata da Dennis Kelly, trasmessa nel 2013 e nel 2014. Due le stagioni prodotte, per un totale di 6 episodi ciascuna. Una serie estremamente attuale sulle epidemie nel mondo in chiave complottistica

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La trama della serie tv

Un gruppo di quattro persone si muove all’interno di un mondo inconsapevole del male che lo circonda. Legati dal possesso di un misterioso manoscritto in cui sono svelati i grandi segreti nascosti nelle tragedie della storia. Da comuni cittadini del mondo ad eroi spinti dalla necessità di difenderlo. Contro le forze potenti che si celano nella struttura politica mondiale, agiscono nella speranza di fermarne gli intenti catastrofici. La sterilizzazione dell’umanità attraverso il programma ideato dalla mente deviata e brillante di Philip Carvell, Giano.

Il sistema nascosto del network

Lo scopo del progetto utopistico sarà ordine divino per il sistema nascosto del NETWORK, potere superiore che agisce in suo funzione a qualsiasi condizione. La costante crescita della popolazione mondiale è un peso che la Terra non potrà sostenere ancora a lungo. La sterilizzazione di massa quindi preserverebbe la razza umana, una in particolare, non essendo più il mondo in grado di farlo.

Un quadro in movimento

Il bilanciamento visivo tra gli elementi nelle singole sequenze accompagna quello strutturale. Anche nell’aperto contrasto tematico ed espressivo le immagini vivono in uno stato di equilibrio. L’accostamento tra le sequenze procede in linea di continuità, un quadro in movimento in cui i sensi dello spettatore sono immersi. La qualità registica emerge dal forte valore estetico attraverso il quale l’immagine comunica con l’immagine, la staticità con il dinamismo.

La fotografia compie un lavoro di mediazione con la pittura. Esaltando la condizione della foto la trasforma in un quadro, che produce, autoreferenzialmente, significato. Nei lunghi campi, i paesaggi naturali, così come nei dettagli, emerge la qualità dell’immagine-dipinto di stimolare percettivamente il senso tattile. Non ci limitiamo a vedere, quindi, ma sentiamo e percepiamo interiormente i contenuti del campo visivo.

Il giallo plastico

Visionario ed estremamente brillante è l’uso in cui vengono applicati i colori. Quelli della natura freddi vengono giustapposti con quelli prodotti artificialmente. Così il giallo, colore plastico, usato simbolicamente in tutta la serie, crea un forte contrasto visivo con il contesto in cui figura. Il colore del pericolo entra violentemente nel campo visivo producendo quell’effetto di shock percettivo in linea con la violenza del racconto.

La qualità espressiva della serie costruisce la sua forza e produce i suoi sensi attraverso l’articolazione iper-mediata dei suoi segni. Tutto della rappresentazione, nella estrema varietà dei suoi piani, converge simultaneamente allo scopo di “colpire” lo spettatore, di attivarlo percettivamente. Quindi sicuramente realizza il suo fine.

Una violenza disumana, un virus

La mancanza di percezione morale trasforma la condizione di umano in quella di mostro. Mantenendone tuttavia i tratti nella sua apparenza. Quella compiuta e consumata nel racconto è una violenza fredda che si esprime nel solo atto di mostrarsi liberamente e senza censura. L’estrema crudeltà delle azioni irrompe nel tessuto narrativo silenziosa e calma, uccide in maniera pulita e sicura, quindi quasi naturale.

Una serie che ci spaventa, che turba profondamente

Aspira ad agire in nome della stessa natura umana che eliminando cerca di preservare. Agisce senza pietà, quindi, come un virus. È la diffusione di un virus infatti la mossa ultima con cui si compie l’ideale piano di sterilizzare quasi tutta l’umanità. Fino a che punto la coscienza morale governa quindi le nostre azioni di fronte l’istinto della sopravvivenza? Una domanda per lo spettatore, una prova per i nostri eroi.

Una serie che ci spaventa, turba profondamente, cerca di infettare la visione del reale in cui viviamo. Attraverso il suo forte impatto visivo e tematico attacca quindi lo spettatore in maniera dinamica e imprevedibile riuscendo a sostenere lo stato di tensione-chock durante tutta la sua durata.

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