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“Open. La mia storia” di Andre Agassi – La recensione del libro

Last Updated on 09/04/2020

Ripubblicato di recente in ebook, “Open. La mia storia” è la celeberrima autobiografia, scritta con l’aiuto di JR Moehringer, del tennista americano di origine iraniana Andre Agassi. Arrivata per la prima volta in Italia nel 2011, è uscita in edizione economica nel 2015, sempre per la casa editrice Einaudi.

Andre Agassi
Andre Agassi

Ripubblicato di recente in ebook, “Open. La mia storia” è la celeberrima autobiografia del tennista americano di origine iraniana Andre Agassi, arrivata per la prima volta in Italia nel 2011 ed uscita in edizione economica nel 2015 sempre per la casa editrice Einaudi.

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La trama del libro

Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l’odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l’autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l’orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l’austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.

Il nostro commento

Qualcuno ha detto che ci si accorge del tempo che passa quando i nostri miti invecchiano. Andre Agassi ha lasciato il tennis nell’estate 2006. Quell’estate era tornato a farmi visita per l’eco del suo ultimo torneo, gli Open degli Stati Uniti, Flushing Meadows, l’ultimo Slam dell’anno. Era cambiato. Cambiato era il suo look. Cambiato ero io. Cresciuto – o meglio cresciuti – a distanza, dopo separazione forzata, causa l’embargo televisivo che aveva colpito il tennis in Italia all’inizio degli anni novanta del secolo scorso con l’avvento delle tv a pagamento.

Sistemato in salotto davanti al televisore, da adolescente vedevo il tennis nei pomeriggi di studio e la notte se non riuscivo a prender sonno. Vedevo ma non giocavo, non c’erano campi dove abitavo, ne i miei potevano accompagnarmi nella città vicina per permettermi di imparare.

Lendl, Wilander, Edberg, McEnroe, Becker ma anche Leconte, Chang, Forget, Connors o Thomas Muster. Andre Agassi era diverso, era giovane, vicino, quasi un fratello maggiore, così come Jennifer Capriati era la fidanzatina che tutti i quattordicenni della mia generazione avrebbero voluto portare a fare un giro sul proprio motorino nuovo, almeno durante gli Open di tennis d’Italia.

Andre Agassi lo incontravi per strada. Non avevo mai visto prima d’allora, tanti manifesti che reclamizzassero le scarpe di un atleta. Le stesse che tu desideravi tanto, che non potevi permetterti e che il tuo compagno di banco puntualmente sfoggiava all’inizio di ogni anno scolastico con l’immancabile zaino nuovo.

I miti poi sono cambiati, così come sono cambiati gli sport di riferimento e sono cambiati gli amici. Ma il tempo è galantuomo, non dimentica. Così, qualche anno fa, durante una mattinata di lavoro passata al telefono in una stazione ferroviaria eccomi trovare tra gli scaffali “Open”, l’autobiografia di Andre Agassi appena uscita per Einaudi. Quel giorno non potevo, ma l’acquisto è stato solo rinviato. Comperato, è stato il libro delle mie vacanze estive di quell’anno.

“Un Agassi inedito stretto tra l’amore-odio per il tennis e quello altrettanto forte per il proprio padre-padrone”

Scritto benissimo con l’aiuto di J. R. Moehringer – scrittore e giornalista, vincitore del Premio Pulitzer, autore del romanzo “Il bar delle grandi speranze” – il libro racconta un Agassi inedito stretto tra l’amore-odio per il tennis e quello altrettanto forte per il proprio padre-padrone. La sua carriera assume così i connotati di una liberazione, o meglio di un’accettazione di se stesso attraverso un percorso costellato da amori vip, bugie, clamorosi successi e sonore cadute. Una crescita personale che dal rifiuto di ciò che si è diventati e si è, arriva alla maturazione: quasi un modo per svestire finalmente i panni non più comodi del ragazzo terribile del tennis, ed indossare quelli di un semplice uomo, un individuo fallibile, prima ancora che un campione.

Il racconto inizia dalla fine, da quell’ultimo torneo del 2006. Agassi sembra un vecchio pugile, un vecchio pistolero costretto dagli acciacchi a dormire per terra sulla schiena e chiamato all’epilogo del suo destino. Una scena da film, in un testo che sembra fatto apposta per diventare una sceneggiatura.

Un ripercorrere a ritroso una solitudine esistenziale, quella del tennista che, da solo sul campo, non ha alternative se non compiere la propria missione, il proprio mestiere. Una solitudine esorcizzata nell’attorniarsi da amici veri, o meglio nel volere una squadra composta da amici. Una solitudine che ha avuto come approdo la famiglia e prima ancora l’amore per l’unica donna che potesse veramente comprenderlo, una tennista, una ragazza prodigio come lui, Steffi Graff. Fa quindi solo tenerezza rievocare la telefonata muta, rotta dal pianto, fatta da Agassi al padre all’indomani della sua vittoria al Roland Garros di Parigi, sua prima grande affermazione. Incomunicabilità rotta dal silenzio. Quel giorno probabilmente Agassi ha iniziato il suo percorso di liberazione, tanta è stata però la strada da percorrere per arrivare a destinazione.

Chi è Andre Agassi

Andre Agassi ha giocato a tennis come professionista dal 1986 al 2006 ed è stato a lungo numero uno del tennis mondiale. Ha vinto otto tornei del grande Slam ed è l’unico tennista al mondo ad aver vinto un Golden Slam, cioè i quattro tornei del Grande Slam più l’oro olimpico. Attualmente vive a Las Vegas con la moglie, Stefanie “Steffi” Graf, e due bambini. Nel 2011 Einaudi ha pubblicato il memoir Open.

Scheda del libro

Titolo: Open. La mia storia
Autore: Andre Agassi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015 (economica); 2019 (ebook)
Pagine: 502 p.
EAN: 9788806229726
Prezzo: € 14,50 (economica); € 7,99 (ebook).

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