Focus sulla celebre e insolita fontana con coperchio, reso necessario dai comportamenti poco costumati dei romani. La fontana della Terrina è attualmente sita in piazza della Chiesa Nuova, ma prima…

Focus sulla celebre e insolita fontana della Terrina. Quella famosa, per intenderci, per il suo coperchio, reso necessario dai comportamenti poco costumati dei romani. Oggi si trova in piazza della Chiesa Nuova, ma prima…
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La storia della fontana
La fontana della Terrina è una fontana della città di Roma, attualmente sita in piazza della Chiesa Nuova, rione Parione. Fino al 1899 era collocata in località Campo de’ Fiori, nel punto esatto dove oggi si ammira la statua di Giordano Bruno di Ettore Ferrari. La sua costruzione si fa risalire al termine dei lavori per l’acquedotto dell’Acqua Virgo (1570), quando furono necessari dei lavori di ramificazione per un condotto secondario che fornisse il popoloso quartiere di Campo Marzio. Tra le fontane previste, vi era anche quella della Terrina (il nome è postumo). Il progetto fu affidato da papa Gregorio XIII a Giacomo della Porta. Sfortunatamente il pontefice morì prima di vedere la realizzazione del tutto.
La descrizione
Originariamente essa consisteva in una vasca ovale esterna posta al di sotto del livello della strada (per via della bassa pressione dell’acqua), che conteneva un’altra vasca. Quest’ultima era in marmo ed aveva una forma ovale, con profili bombati e bordi svasati. Ai due lati due maniglie ad anello ne impreziosivano il profilo. L’acqua fluiva nella vasca esterna per mezzo di quattro delfini bronzei, posti sui bordi della vasca interna. Si trattava di quegli stessi delfini che un paio d’anni prima erano stati realizzati per la fontana di piazza Mattei (la celebre “delle Tartarughe”), poi inutilizzati.
Già all’epoca piazza Campo de’ Fiori era una zona popolare, in cui si svolgeva un mercato popolare di verdura e fiori (da cui il nome) e, nonostante gli editti, le proibizioni e le sanzioni, erano in molti a servirsi dell’opera pubblica come una sorta di pattumiera. Nel 1622, a causa del protrarsi di queste abitudini indubbiamente incivili, si decise di asportare i delfini (che andarono perduti). Al loro posto comparì un coperchio cupoliforme in travertino, con una decorazione sferica centrale, una sorta di “pomello”, che fece assumere all’intera fontana l’aspetto di una gigantesca “zuppiera” (una “terrina”, appunto). La fuoriuscita era comunque assicurata dai fori praticati sulle rose ornamentali scolpite sui lati della vasca. Inoltre, l’esecutore del coperchio, anonimo, lasciò un’iscrizione alla base dell’elemento globulare: “AMA DIO E NON FALLIRE. FA DEL BENE E LASSA DIRE. MDCXXII”.
Il trasferimento a piazza Vittorio
Nel 1899, per dar spazio alla statua di Giordano Bruno che attualmente è visibile a Campo de’ Fiori, si decise di lasciare la Fontana della Terrina in un deposito comunale. Nel 1924, quando si decise di dotare nuovamente la piazza della sua fontana, per motivi sconosciuti, si preferì porre una copia, anziché quella originale, senza coperchio. Essa venne posizionata al centro del lato settentrionale della piazza. La “terrina”, invece, venne recuperata dai magazzini e posizionata dove si trova tuttora, di fronte alla Chiesa Nuova, in una sorta di piscina quadrata più bassa del livello stradale, anche qui a causa della limitata pressione dell’acqua.
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Classe 1991, sono laureata in studi storico – artistici e svolgo l’attività di curatrice, art advisor e critica d’arte. Scrivo per l’Atlante dell’Arte contemporanea Giunti editore, all’interno del quale firmo inoltre degli speciali di moda e fotografia. Come membro di redazione di tale pubblicazione, ho tenuto delle lectiones magistrales di autori di arti visive al Metropolitan Museum di New York ed ho fornito il mio supporto per lo stand della suddetta società nell’ambito di Art Basel Miami 2024. Sono nel comitato scientifico di diversi padiglioni alla Biennale di Venezia Arte e dell’Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma.

