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I segreti di Roma: Piramide Cestia, una “tomba egizia” per Caio

La Piramide Cestia è l’unico monumento superstite di una serie presente a Roma nel I sec. a.C. In quel periodo, infatti, l’edilizia funeraria dell’Impero Romano rifletteva lo stile egizio…

Era il desiderio di Caio Cestio, membro del collegio sacerdotale degli epuloni: una tomba in perfetto stile egizio. Inoltre dispose nel testamento che la costruzione del proprio sepolcro, in forma di piramide, avvenisse in 330 giorni. La Piramide Cestia fu innalzata lungo la Via Ostiense, nel periodo tra il 18 e il 12 a.C. In quel periodo venne promulgata la legge contro l’ostentazione del lusso. Questa impedì di porre all’interno della cella alcuni pregiati arazzi, e quello della morte di Agrippa, genero di Augusto, menzionato tra i beneficiari del testamento. La piramide fu successivamente inglobata nella cinta muraria costruita tra il 272 e il 279 su iniziativa dell’imperatore Aureliano.

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Perché una Piramide per una tomba?

La presenza di un monumento funebre a forma di piramide si deve probabilmente al fatto che l’Egitto era divenuto, nel 30 a.C., provincia romana. Quindi la cultura e lo stile di questa nuova provincia annessa era diventata famosa anche a Roma.

Le dimensioni e le decorazioni della Piramide

La struttura, alta 36,40 metri con una base quadrata di 29,50 m di lato, è composta da un nucleo di opera cementizia con cortina di mattoni. Mentre il rivestimento esterno è costituito da lastre in marmo lunense. Inoltre la camera sepolcrale, di circa 23 mq, con volta a botte, fu murata al momento della sepoltura, secondo l’usanza egiziana. Le pareti sono decorate a fresco secondo uno schema decorativo a pannelli, all’interno dei quali si distinguono, su fondo chiaro, figure di ninfe alternate a vasi lustrali. In alto, agli angoli della volta, quattro Vittorie alate recano nelle mani una corona e un nastro. Al centro in origine doveva essere una scena di apoteosi raffigurante il titolare del sepolcro.

La prima violazione della tomba

Al medioevo risale probabilmente la prima violazione della tomba, attraverso un cunicolo scavato sul lato settentrionale, che ha determinato la perdita dell’urna cineraria e di porzioni notevoli della decorazione. Il restauro della cella sepolcrale è stato realizzato dalla Soprintendenza Archeologica di Roma nel 2001.

Orari e giorni delle visite

Visite didattiche: secondo e quarto sabato del mese; seconda e quarta domenica del mese; terzo sabato e terza domenica del mese ore 10.00 e 12.00 (gruppi e scolaresche), ore 11.00 (singoli). Visite accompagnate: secondo e quarto sabato del mese; seconda e quarta domenica del mese; terzo sabato e terza domenica del mese ore 10.00 e 12.00.

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