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L’Arte riparte – Corrado Veneziano: “Ci siamo trovati di fronte a situazioni spiacevoli e discrepanze di attenzione tra settori differenti”

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Nella settimana della ripartenza post lockdown, il punto di vista di alcuni promotori di appuntamenti artistici, teatrali e culturali, per fare il punto su ciò che è stato e, soprattutto, su ciò che sarà. L’intervista all’artista Corrado Veneziano, pittore e titolare dell’Atelier Spazio Veneziano, in zona Trieste-Coppedé, a Roma

Corrado Veneziano
Corrado Veneziano

Corrado Veneziano, pittore e titolare dell’Atelier Spazio Veneziano, in zona Trieste-Coppedé, a Roma, si occupa di arte e cultura da sempre, a 360 gradi. Nel suo spazio, infatti, spesso ospita altre iniziative culturali – talora teatrali, musicali, poetiche. Così da alimentare questa necessità di dialogo e connessione tra discipline artistiche apparentemente differenti. Come fa anche nella sua pittura, dove molto ricorrentemente fa convivere, sulle tele, codici letterari, rimandi esplicitamente figurativi, forme squisitamente astratte.

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Corrado, cosa hai fatto durante il lockdown?

Ho presentato una mia mostra online. Si trattava di “Iridescente Ulivo”, curata da Niccolò Lucarelli, che ha visto tutti i giorni – senza nessuna pausa – una diretta Facebook dal mio Spazio. E così tutte le sere per circa 15 minuti io ho mostrato una delle mie opere esposte, e mia moglie Paola Ricci, attrice, ha letto invece alcuni brani letterari e filosofici legati ai miei quadri. Quest’ultimo lavoro recitativo non deve sembrare un semplice arricchimento della mostra, giacché le mie tele contenevano sempre scritture centrali della cultura dell’Ulivo: in chiave simbolica, religiosa, storica. E così, i codici a barre ISBN tipici della editoria (costanti in queste mie opere) si trasformavano in rami, cancelli, graffi, solchi di terreno, accompagnati da frasi disegnate in lingua greca, ebraica, araba, latina, etc.

Atelier Veneziano

L’emergenza, dal tuo punto di vista, è stata gestita bene? Spiega perché e cosa sarebbe potuto andare meglio.

L’emergenza porta con sé il segno della sorpresa inaspettata e faticosa, e quella che abbiamo vissuto (che stiamo vivendo) mi sembra veramente di una gravità enorme. Credo che all’inizio tutte le Istituzioni si siano mosse con grande responsabilità. Penso altresì che siano però subentrate subito dopo logiche particolaristiche che hanno dato meno concretezza ed efficacia alle misure intraprese e da intraprendere. Si sono moltiplicati eccessivamente i gruppi di consulenti (spesso di scarsa competenza concreta, operativa) e sono venuti fuori personalismi che hanno rallentato gravemente l’azione amministrativa. Ci siamo trovati di fronte a situazioni spiacevoli e discrepanze di attenzione tra settori differenti. Tra i più penalizzati quelli della formazione (penso alla scuola dell’obbligo e superiore) e a quello artistico: teatrale, musicale, cinematografico, figurativo. Credo siano stati trattati in modo totalmente inadeguato rispetto alla vitalità – anche economica – di cui sono portatori.

inizio e conclusione Divina Commedia, con alfabeto morse

Ora, al termine di questo lockdown, come intendi ripartire, tra difficoltà e propositi.

Potenzierò la parte video e tecnologica che mi permette la connessione e la presentazione delle opere via web. Mio malgrado investirò tempo e denaro nel potenziamento di sistemi comunicativi capaci di mostrare le mie tele a collezionisti, gallerie, musei. Mi dovrò anche alfabetizzare nell’ambito social (instagram., twitter, Fb) su cui sono stato sempre latitante. In parte me ne dispiace (credo molto di più alla relazione fisica e “in presenza” tra persone, soprattutto in territorio artistico) ma credo che sarà inevitabile fare i conti con queste forme di confronto.

Hai già qualcosa in ballo?

Ho due progetti, già pronti: uno già programmato, e dunque rimandato. Il primo, curato dalle critiche d’arte Lucia Calzona e Francesca Barbi Marinetti è tutto incentrato su Giovanni Battista Cavalcaselle, il più grande storico dell’arte italiana del 1800. Cavalcaselle (ahimè, poco noto) è stato un genio assoluto della ricostruzione del nostro patrimonio artistico nazionale: il più acuto nel rivedere una serie di errate attribuzioni soprattutto rinascimentali. Io ho lavorato sui suoi schizzi (tavole, fogli, taccuini) riportando “in bella copia” e reinterpretando in chiave moderna autori come Piero della Francesca, Antonello da Messina, Van Eyck, Raffaello. L’altro progetto – già in fase avanzata – è invece pensato soprattutto per il 2021. E’ curato da Francesca Barbi Marinetti e Niccolò Lucarelli ed è legato a Dante Alighieri e alla sua Commedia. La quale spero possa portare il carico della sua positività: una tensione ascensionale e migliorativa – pura – che attualmente ci è negata.

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