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“Dentro” di Sandro Bonvissuto – La recensione del libro

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Pubblicato in prima edizione nel 2012 da Einaudi e poi come tascabile nel 2015, “Dentro” è il libro di esordio di Sandro Bonvissuto, tornato di recente in libreria sempre per Einaudi con “La gioia fa parecchio rumore”.

Pubblicato in prima edizione nel 2012 da Einaudi e poi come tascabile nel 2015, “Dentro” è il libro di esordio di Sandro Bonvissuto, tornato di recente in libreria sempre per Einaudi con “La gioia fa parecchio rumore”. Alla sua apparizione “Dentro” venne salutato con grande interesse per la qualità della sua scrittura e per il format narrativo scelto dall’autore – una raccolta di racconti – inusuale per il mercato italiano, tanto da farne un vero caso editoriale.

Cos’è il carcere? La forma architettonica del male

Seduto da qualche parte mi accorsi del fluire della vita mentre non la potevo più vivere. Forse quella sensazione che provavo verso tutto ciò che stavo perdendo era qualcosa che aveva in fondo a che fare con l’amore”.

Cos’è il carcere? La forma architettonica del male. Il carcere è un muro, e “il muro è il più spaventoso strumento di violenza esistente. Non si è mai evoluto, perché è nato già perfetto“. Tutti i giorni, all’ora d’aria, puoi arrivare a toccarlo col naso “per guardarlo così da vicino da non vederlo più. E il muro non è fatto per agire sul tuo corpo; se non lo tocchi tu, lui non ti tocca. Non è una cosa che fa male, è un’idea che fa male“.

In “Dentro” Sandro Bonvissuto ha un’attitudine da speleologo dell’esistenza. Che parli della pena di vivere in galera, della scoperta di quella cosa gigantesca che è l’altro da sé, o di un bambino che impara a correre rischiando di cadere, i suoi pensieri si mescolano sempre a percezioni scandagliate, felicità assaporate, umiliazioni patite, declinazioni del sentimento dell’esistere restituite con la naturalezza e la potenza dell’acqua che scava in profondità. Così, la felicità frastornante che dà l’amicizia può sprigionarsi da tre semplici lettere (“Aveva detto ‘noi’. E mi sembrò fosse la prima volta che risuonasse quel pronome nell’aria, riferito anche a me. Noi, detto così, ti faceva essere addirittura la metà di una cosa plurale“). L’infanzia che non conosce la dittatura del tempo (“lo sanno tutti che bambini e orologi sono due cose incompatibili“), che è insofferente agli spazi chiusi (“perché l’infanzia non ha case, l’infanzia ha strade“), è “davvero l’unico momento nel quale siamo stati un altro“.

“Dentro” è una voce interiore che si fa racconto. È il tono dell’autore che si fonde con quello del lettore

“Dentro” è una voce interiore che si fa racconto. È il tono dell’autore che si fonde con quello del lettore. Le parole sorgono nella mente di chi legge come se vi fossero impresse da sempre, delle entità originarie, native, eredità di un’altra vita o piuttosto flashback inediti della propria.

Il libro d’esordio di Sandro Bonvissuto, cinquantenne cameriere e filosofo romano, è un codice dell’anima, un virus esistenziale che pervade come fumo aspirato dalla prima sigaretta del mattino. Leggere questo libro di racconti è un po’ tenere questa sigaretta tra le mani, consumarla fino alla fine, senza aver paura di potersi scottare. Poco importa che i racconti siano 3, che siano scritti a ritroso nel tempo dal più recente al più lontano, che il primo sia probabilmente il migliore e gli altri – il secondo in particolar modo – facciano più fatica. Altrettanto poco importa che la storia di quest’uomo seguito attraverso tre differenti momenti della propria vita, possa apparire come una trovata editoriale per quanto i testi possano sembrare slegati gli uni dagli altri e vivere autonomamente.

Poco importa di fronte all’unicum della scrittura di Sandro Bonvissuto che sembra aver dato alle stampe un saggio primordiale dei libri che verranno, un’opera seminale in grado di definire un linguaggio se non una cifra stilistica che, sebbene non ancora matura, appare già vigorosa e raffinata: qualcosa di molto distante da un diamante grezzo, piuttosto un attimo in potenza di ciò che sarà, la ricerca della continuità.

Filosofo, osservatore compartecipante, Bonvissuto sa come rubare il mestiere con gli occhi, appropriarsi di esistenze altrui e suscitarne il ricordo indotto nell’animo dei lettori

“Dentro” è soprattutto un clima, in cui il lettore dialoga fin da subito con l’autore, facendo propri ritmi e respiri dell’io narrante. Immedesimazione nei personaggi che è quasi una sovrapposizione, una copia in carta carbone. Dietro c’è tutto il talento da antropologo dell’autore che chissà quanta umanità avrà indagato servendo ai tavoli della trattoria dove lavora. Filosofo, osservatore compartecipante, Bonvissuto sa come rubare il mestiere con gli occhi, appropriarsi di esistenze altrui e suscitarne il ricordo indotto nell’animo dei lettori. Sarà per questo che leggendo le riflessioni dei personaggi queste appaiono come nostre, siano esse quelle d’un uomo alle prese con la propria parabola carceraria, quelle dell’adolescente che sperimenta l’amicizia assoluta con il proprio compagno di banco o quelle del bambino che racconta come suo padre gli abbia insegnato ad andare in bicicletta. Sarà per questo che le parole del protagonista risuonano come nostre, quasi fossero un’ecolalia, il disturbo caratteristico dei neonati che tendono ad apprendere i vocaboli per imitazione.

Chi è Sandro Bonvissuto

Sandro Bonvissuto è nato nel 1970, fa il cameriere in un’osteria romana ed è laureato in filosofia. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi “Dentro”. È fra gli autori di “Scena padre” (Einaudi 2013). Il suo ultimo libro è “La gioia fa parecchio rumore” uscito ad inizio 2020 per Einaudi.

Scheda del libro

Titolo: Dentro
Autore: Sandro Bonvissuto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015 (ediz. economica)
Pagine: 176 p.
EAN: 9788806227142
Prezzo: € 12,00

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