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Libri e film a confronto – The Importance of Being Earnest di Oscar Wilde

Last Updated on 17/07/2020

La commedia teatrale The Importance of Being Earnest debutta a Londra il 14 febbraio 1895. Da questa divertentissima pièce in tre atti di Oscar Wilde è stato tratto anche un notissimo film del 2002. Fu diretto da Oliver Parker, con protagonisti Colin Firth, Rupert Everett e Judi Dench. Quali le differenze tra queste versioni?

The Importance of Being Earnest

La commedia teatrale The Importance of Being Earnest debutta a Londra il 14 febbraio 1895. Da questa divertentissima pièce in tre atti di Oscar Wilde, già conosciuto per Il ritratto di Dorian Gray e Salomé, è stato tratto anche un notissimo film del 2002, diretto da Oliver Parker, con protagonisti Colin Firth, Rupert Everett e Judi Dench. Quali le differenze tra queste versioni?

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La trama del libro di Oscar Wilde The Importance of Being Earnest

La commedia teatrale The Importance of Being Earnest debutta a Londra il 14 febbraio 1895. Questa divertentissima commedia in tre atti di Oscar Wilde, già conosciuto per Il ritratto di Dorian Gray e Salomé, racconta la storia di un giovane scapolo, John Worthing, che conduce una retta vita nella sua casa di campagna per essere di esempio alla sua giovane pupilla Cecily. Quando invece si reca a Londra cambia modo di vivere trasformandosi in Ernest Worthing, giovane scapestrato e fratello minore di sé stesso.

Si innamora di Gwendolen, cugina del suo amico Algernon Moncrieff, altro scapolo. Algernon, a sua volta, ha inventato un amico infermo, il Sig. Bunbury, per schivare gli impegni incresciosi. Conosciamo anche la madre di Gwendolen, la temibile Lady Bracknell. Algernon, saputo nel primo atto l’indirizzo di campagna di John, nel secondo atto si reca lì per corteggiare Cecily, fingendo di essere Ernest e suscitando l’interesse amoroso di Cecily. John giunge all’improvviso e così fa anche Gwendolen. Con il suo arrivo le due ragazze scoprono che nessuno dei due uomini si chiama Ernest e che sono state ingannate.

Alla fine, tutte le storie d’amore trovano una conclusione e si scopre, dopo una serie di vicissitudini, che John non ha mai mentito sul suo vero nome. Tutta la commedia si concentra sull’importanza del nome Ernest, da qui il titolo. Entrambe le protagoniste sognano di sposare un uomo che porta questo nome e i due protagonisti vogliono fare di tutto per conquistarle, a costo di battezzarsi di nuovo. Commedia piena di battute, dalla quale trapela tutto il meraviglioso umorismo di Wilde, ma che non dimentica di criticare sottilmente la società del tempo.

Quali le differenze con il film del 2002, diretto da Oliver Parker e con protagonisti Colin Firth, Rupert Everett e Judi Dench?

Il film del 2002, diretto da Oliver Parker, ha come protagonisti Colin Firth, Rupert Everett, Judi Dench, Frances O’Connor, Reese Witherspoon e Tom Wilkinson. La struttura del film cambia la sequenza degli atti della commedia ed anche la tempistica. Per esempio, quello che nella commedia accade in un pomeriggio (la scoperta dell’identità di John, l’incontro con Gwendolen e Lady Bracknell, l’intervista che quest’ultima fa a John per sapere le sue origini e, una volta conosciute, non lo ritiene all’altezza di sua figlia) nel film succede in un paio di giorni. Invece, una scena è tratta da un episodio omesso da Oscar Wilde nella versione definitiva della commedia: i creditori che si recano a casa di John per arrestare Ernest, colpevole di non aver pagato un conto al Savoy. Allo stesso tempo, il film conserva quasi tutti i dialoghi più divertenti descritti da Wilde, per esempio tutte le batture tra John e Algernon o la contentezza di Lady Bracknell nel sapere che John fuma perché un uomo deve sempre avere un’occupazione.

Le inesattezze, gli errori, le scene inventate

Ci sono delle inesattezze, rispetto alla commedia, facilmente trascurabili, come il cambio di età di John. Altre sequenze del film, purtroppo, sono piuttosto superficiali ed inutili: dalla scena di Gwendolen che si tatua il nome Ernest, a Lady Bracknell giovane ballerina di varietà che incastra Lord Bracknell rimanendo incinta, a Cecily che sogna ad occhi aperti, il più delle volte lei ed il suo cavaliere in abiti medievali, a John ed Algernon che cantano una serenata alle loro dame. Bisogna, inoltre, aspettare i titoli di coda per trovare un paio di scene sempre inventate: il funerale di Bunbury e John che si tatua il nome Gwendolen. Peccato per il finale del film: scopriamo la vera identità di John ed il suo vero nome ma, purtroppo, l’interpretazione data nel film è diversa rispetto a quella originale della commedia.

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