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Cinque curiosità sui Sampietrini, tra storia, dimensioni e cineserie

Ancora non si sa se sono più amati o odiati, ma i Sampietrini sono indubbiamente un piccolo grande simbolo del centro storico romano. Ecco tutto quello che c’è da saperne a riguardo: dalle dimensioni alla forma, dalle origini storiche agli attuali fake cinesi…

Ancora non si sa se sono più amati o odiati, ma i Sampietrini sono indubbiamente un piccolo grande simbolo del centro storico romano. Ecco tutto quello che c’è da saperne a riguardo: dalle dimensioni alla forma, dalle origini storiche agli attuali fake cinesi…

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Le dimensioni e la forma

Il sampietrino, detto anche “selcio”, è il piccolo blocco di selce estratto dalle cave poste ai piedi dei Colli Albani (ma anche dalle zone vulcaniche del viterbese). Per estensione si usa la stessa definizione anche per blocchetti simili di altro materiale, per esempio porfido. Ne esistono di diversi tipi e dimensioni: i più grandi misurano 12×12 ×18 cm; quelli più comuni misurano 12×12×6 cm; mentre i più piccoli, 6×6 cm, sono molto rari ma si trovano in alcuni dei luoghi storici di Roma, come in piazza Navona.

I primi risalgono alla fine del Cinquecento

È stato usato per la prima volta sotto il pontificato di Papa Sisto V (1585-1590), nella zona del Vaticano. Poi fu largamente utilizzato durante il pontificato di Clemente XII, che nel 1736 ne fece largo uso sulle strade dei rioni (allora ancora 14) e su via del Corso. Questi blocchi, infatti, erano migliori degli altri lastricati esistenti, in quanto facilitavano il passaggio dei carri.

Perché si chiamano così?

La denominazione risale al 1725, per opera del monsignor Ludovico Sergardi, prefetto ed economo della Fabbrica di San Pietro. Questo, dopo aver valutato le pessime condizioni in cui versava piazza San Pietro, che aveva provocato quasi un ribaltamento della carrozza che trasportava il papa, decise di lastricare la piazza con i caratteristici blocchetti di leucitite, una roccia eruttiva tipica delle zone vulcaniche laziali.

I sampietrini “made in China”

In passato si è anche pensato di venderli ai turisti, ma in molti preferiscono acquistarli da venditori abusivi. Rimanendo a loro volta fregati: “L’aspetto ironico della vicenda – si legge sul sito del FAI – è che i blocchetti trafugati come souvenir sono in realtà dei ‘falsi’: da anni, ormai, le ditte incaricate dal Campidoglio li acquistano in Cina dove, si sa, a copiare sono bravissimi e sono davvero pochi quelli che ancora provengono dalle cave laziali”.

Quante strade in sampietrini ci sono a Roma?

Secondo il sito Sampietrino.it, la percentuale della rete stradale urbana caratterizzata dalla pavimentazione in Sampietrini è piuttosto bassa (circa 2%), ma presenta comunque un’intera estensione pari a circa 100 km, che non può essere trascurata in un PMS (Pavement Management System) adeguato e ottimizzato.

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