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Insieme, 19 artisti in mostra sulle Mura Aureliane in via di Porta Labicana

La mostra Insieme sarà fruibile liberamente dal 22 ottobre al 30 novembre sulla porzione di Mura Aureliane su via di Porta Labicana. Opere di Maurizio Altieri, José Angelino, Micol Assaël, Elisabetta Benassi, Joanne Burke, Alessandro Cicoria, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Giuseppe Gallo, Vostok Lake, Emiliano Maggi, Marta Mancini, Andrea Mauti, Nunzio, Lulù Nuti, Alessandro Piangiamore, Gianni Politi, Pietro Ruffo, Delfina Scarpa.

La mostra Insieme sarà fruibile liberamente dal 22 ottobre al 30 novembre sulla porzione di Mura Aureliane su via di Porta Labicana. Con le opere di Maurizio Altieri, José Angelino, Micol Assaël, Elisabetta Benassi. Joanne Burke, Alessandro Cicoria, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Giuseppe Gallo. Vostok Lake, Emiliano Maggi, Marta Mancini, Andrea Mauti, Nunzio, Lulù Nuti. Alessandro Piangiamore, Gianni Politi, Pietro Ruffo, Delfina Scarpa.

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Le opere in mostra

La mostra Insieme è un progetto espositivo ideato da Gianni Politi e realizzato con il sostegno di Ghella SpA, promossa da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Dopo il duro periodo pandemico è diventato per Politi necessario esprimere la forza della città di Roma e del suo fermento culturale. Ha così immaginato di appropriarsi delle Mura Aureliane per esporre le opere di 19 artisti, da lui selezionati nel ruolo di curatore, per costruire un dialogo tra monumento e contemporaneo.

“Voglio attaccare su queste Mura le nostre Opere per raccontare il presente. Comporre un’unica grande Opera, come un mosaico per Roma, Insieme”

“Appropriarsi di un luogo ha sempre avuto il sapore romantico della scorribanda”, secondo Gianni Politi. “Quando gli artisti lo hanno fatto negli anni Sessanta e Settanta erano spinti da una necessità che oggi sentiamo presente. Sono naturali cicli della storia. Lavorando oramai da dieci anni nel quartiere di San Lorenzo, all’ombra delle Mura Aureliane, ho smesso di viverle come un monumento cercando di dialogarci come un mezzo per parlare di arte contemporanea: le Mura diventano mura. Sono una perfetta metafora dell’atteggiamento necessario da assumere in tempi incerti e complessi come questi, dove gli artisti sono moralmente chiamati a parlare. Voglio attaccare su queste Mura le nostre Opere per raccontare il presente. Comporre un’unica grande Opera, come un mosaico per Roma, Insieme. Durante il periodo di lockdown ho costantemente dialogato con Matteo d’Aloja, coordinatore delle immagini. Sentivamo il bisogno di raccontare un cambiamento attraverso l’arte.”

“Alla fine della loro esposizione saranno mutate, danneggiate o semplicemente alterate. Sarà interessante vederne il costante cambiamento”

“L’allestimento è stato ideato per essere una macchina teatrale invisibile” spiega d’Aloja. “Ci siamo imposti dei limiti, tra cui la mancanza di copertura che espone le Opere alle intemperie. La libertà di esporre all’aperto permette di apprezzare i lavori secondo le diverse luci del giorno e della notte. Alla fine della loro esposizione saranno mutate, danneggiate o semplicemente alterate. Sarà interessante vederne il costante cambiamento”.

Le foto delle opere

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