In arrivo un docufilm sulla vita di Raffaella Carrà
Last Updated on 21/12/2021
Fremantle si è assicurata in esclusiva l’opzione sui diritti internazionali per la realizzazione di un documentario su Raffaella Carrà, , morta il 5 luglio 2021. Questo ripercorrerà la straordinaria vita della cantante, attrice e presentatrice italiana, vera e propria icona della cultura pop in tutto il mondo

Fremantle si è assicurata in esclusiva l’opzione sui diritti internazionali per la realizzazione di un documentario su Raffaella Carrà, morta il 5 luglio 2021. Questo ripercorrerà la straordinaria vita della cantante, attrice e presentatrice italiana, vera e propria icona della cultura pop in tutto il mondo. Il nuovo progetto internazionale di Fremantle è stato fortemente voluto da Andrea Scrosati, Group Coo, Ceo Continental Europe e nasce da un’idea di Alessandro De Rita, Head of Italian Documentaries.
Raffaella, icona della musica e della televisione italiana
Raffaella Carrà, nome d’arte di Raffaella Maria Roberta Pelloni era nata a Bologna il 18 giugno del 1943, aveva 78 anni ed è stata showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva e radiofonica e autrice televisiva in Italia e in Spagna. Definita la regina della televisione italiana, è stata presente nei palinsesti televisivi dalla fine degli anni sessanta fino alla sua morte. E’ diventata un’icona della musica e della televisione italiana, riscontrando grandi consensi anche all’estero, soprattutto in Spagna.
La carriera della “regina della televisione italiana”
Nel corso della sua carriera, come dichiarato da lei stessa in un’intervista sul settimanale TV Sorrisi e Canzoni, ha venduto oltre 60 milioni di dischi e, durante una puntata di Domenica In condotta da Pippo Baudo in cui era ospite, ha dichiarato di possedere 22 dischi tra platino e oro. Nell’autunno 2020 il quotidiano britannico The Guardian incorona Raffaella Carrà come sex symbol europeo, definendola «l’icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso».
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Di origini salentine, trasferito a Roma per motivi di studio. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
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