Mer. Apr 22nd, 2026

Istat, 8 strutture espositive su 100 non hanno riaperto dopo il lockdown

Musei, gallerie, arte, spazi, mostra,
Musei, gallerie, arte, spazi, mostra,

Nel corso del 2020, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia, il 92% delle strutture museali italiane è rimasto aperto al pubblico, anche se parzialmente. La maggior parte delle strutture espositive è localizzata nelle regioni del Nord (46,2%), il 28,9% nel Centro e il 24,9% nel Mezzogiorno

Musei, gallerie, arte, spazi, mostra,

Nel corso del 2020, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia, il 92% delle strutture museali italiane è rimasto aperto al pubblico, anche se parzialmente. La maggior parte delle strutture espositive è localizzata nelle regioni del Nord (46,2%), il 28,9% nel Centro e il 24,9% nel Mezzogiorno. La crescita progressiva del numero di visitatori registrata negli ultimi anni ha subito un brusco arresto: nel 2020 -72% i visitatori di musei, aree archeologiche, monumenti e complessi monumentali rispetto all’anno precedente. Sono alcuni dei risultati della recente indagine Istat.

Sette musei su 10 (73%) hanno promosso modalità di visita online

Sette musei su 10 (73%) hanno promosso modalità di visita online, incrementando le iniziative e i servizi digitali già disponibili nel periodo pre-pandemia.Nel 2020 in Italia risultavano aperti o parzialmente aperti 4.265 musei e istituzioni similari, pubblici e privati: 3.337 musei, 295 aree archeologiche e 633 monumenti o complessi monumentali.

Quasi la metà delle strutture espositive è nelle regioni del Nord (46,2%)

Quasi la metà delle strutture espositive è nelle regioni del Nord (46,2%), il 28,9% al Centro e il 24,9% al Sud e nelle Isole. Nel Mezzogiorno si concentra oltre la metà delle aree archeologiche (51,5%); in Italia settentrionale si trovano il 49,4% dei musei e il 40% dei monumenti. La più alta concentrazione di strutture è in Toscana (541), Emilia-Romagna (402), Lombardia (387), Piemonte (346) e Lazio (357).

Poco più di un decimo della ricchezza storico-culturale, architettonica e archeologica italiana censita nel 2020 si trova in 10 comuni

Poco più di un decimo (11,5%) della ricchezza storico-culturale, architettonica e archeologica italiana censita nel 2020 si trova in 10 comuni: Roma (112), Firenze (68), Milano (48), Genova e Torino (41), Bologna (40), Napoli (37), Trieste (36), Siena e Venezia (33). Nelle città di Roma e Firenze, capitali mondiali del turismo culturale, si concentra il 42,3% dei musei e delle altre istituzioni a carattere museale presenti in Italia.

I siti italiani che hanno registrato il maggior flusso di visitatori sono il Pantheon e l’Anfiteatro Flavio (Colosseo)

Come per il 2019, anche nei mesi del 2020 in cui era consentita la visita delle strutture museali, i siti italiani che hanno registrato il maggior flusso di visitatori sono il Pantheon e l’Anfiteatro Flavio (Colosseo), con l’annesso Foro Romano e Palatino di Roma, con più di tre milioni di visitatori (quasi 21 milioni nel 2019). In cima alla classifica dei luoghi più visitati figurano anche il Museo dell’Opera della Metropolitana e il Complesso del Duomo di Siena, con più di 900mila visitatori, la Galleria degli Uffizi e il Corridoio Vasariano di Firenze (circa 660mila visitatori) e l’Area archeologica di Pompei (568mila), strutture che, prima della pandemia, nel complesso attraevano mediamente tra i 2 e i 4 milioni di visitatori ogni anno.

L’8% dei musei non ha riaperto ai visitatori dopo la chiusura fisica imposta alla fine di febbraio 2020

L’8% dei musei non ha riaperto ai visitatori dopo la chiusura fisica imposta alla fine di febbraio 2020. In particolare, il 2% delle strutture ha continuato a svolgere soltanto le ordinarie funzioni amministrative, di ricerca e di comunicazione, ma non ha riaperto gli spazi espositivi alla visita del pubblico mentre il 6% ha sospeso tutte le attività, comprese quelle di gestione e di organizzazione amministrativa del museo.

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