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Biblioteca di Archeologia e Storia dell’arte, 150 anni di storia e una nuova location in arrivo

Nata nel 1875 per i funzionari che il nuovo Stato italiano ha destinato alla tutela delle Belle Arti, la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’arte di Roma si aprirà inizialmente a una ristretta cerchia di studiosi per poi divenire pubblica…

Con la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’arte di Roma prosegue il racconto delle meraviglie del patrimonio librario italiano intrapreso sui canali social del Ministero della Cultura. Nata nel 1875 per i funzionari che il nuovo Stato italiano ha destinato alla tutela delle Belle Arti, e dunque come una biblioteca di lavoro, più tardi si aprirà a una ristretta cerchia di studiosi fino a diventare aperta a tutti: specialisti, ma anche studenti e semplici appassionati.

A proposito di biblioteche romane…

Le precedenti location della biblioteca

La prima sede della Biblioteca era a Piazza della Minerva. E solo nel 1922 arriva a Palazzo Venezia, dopo che il palazzo era stato rivendicato dall’Italia all’Austria in seguito allo scoppio della Prima Guerra mondiale. Oggi fa parte dell’Istituto culturale VIVE Vittoriano e Palazzo Venezia, dove ha la sua sede principale. Mentre nel 1989 ha trovato un secondo spazio nella Sala della Crociera, all’interno del Collegio Romano, che ospita il Ministero della Cultura.

“La più importante biblioteca italiana specializzata in archeologia e storia dell’arte”

 “Si tratta della più importante biblioteca italiana specializzata in archeologia e storia dell’arte”, lo rivela nel video la direttrice Edith Gabrielli. “Sono numerosi i fondi storici conservati e legati a personalità di grande rilievo del mondo artistico e culturale italiano. Come ad esempio Corrado Ricci, che è stata una delle personalità chiave della storia dell’arte a cavallo tra Otto e Novecento, divenuto direttore generale della Direzione delle Antichità e delle Belle Arti del Ministero, che ha fondato il Bollettino d’Arte e soprattutto ha dato un fondamentale impulso allo sviluppo della Biblioteca. Oppure si pensi al Fondo Lanciani: in deposito dall’Istituto nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte conserva non solo libri e documenti, ma anche una ricchissima collezione iconografica. È proprio lui, il padre della Forma urbis Romae, a conservare le incisioni di Piranesi insieme a una importante serie di stampe, disegni e fotografie, databili tra il XVII e il XIX secolo” aggiunge la Gabrielli. 

Tanti e diversi i temi approfonditi dall’Istituto

Tanti e diversi i temi approfonditi dall’Istituto, tra cui una ricchissima raccolta di materiali librari sul Grand tour, il viaggio culturale che gli europei compivano in Italia a partire dal Cinquecento e soprattutto tra il Settecento e l’Ottocento. E poi le arti decorative, a cui la Biblioteca dedica grande spazio. “È un aspetto della produzione artistica che merita pari dignità dell’architettura, della scultura e della pittura. Poche biblioteche hanno dedicato un’attenzione specifica a questo settore. Ma per chiunque voglia studiare dei tessuti, delle vetrate o dei gioielli questo è il posto giusto”.

La biblioteca guarda oggi sempre di più al presente e al futuro. “Accanto all’apertura al pubblico di queste sale, l’oggi di questo Istituto sono anche gli oltre cento periodici specializzati digitalizzati e consultabili da altri luoghi. Ma anche un personale altamente qualificato in grado di assistere gli appassionati e ancor più gli studenti che vengono qui a preparare le loro tesi di laurea”.

Palazzo San Felice sarà la nuova sede

Il domani della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte sarà sempre più al centro della città, grazie alla nuova sede a due passi dal Quirinale. La Presidenza della Repubblica ha infatti deciso di offrire Palazzo San Felice come nuova sede. Il progetto della nuova Biblioteca è un dono del grande maestro dell’architettura contemporanea Mario Botta, a Sergio Mattarella e a tutti gli italiani. “La nuova sede sarà così funzionale, efficiente e aperta a tutti: studenti, studiosi e all’intera città di Roma”.

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