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Storia della Letteratura latina (10) – Petronio e il suo Satyricon

Dopo la saggezza di Lucio Anneo Seneca cambiamo completamente genere e tenore con l’irriverente Petronio, autore del Satyricon…

Dopo la saggezza di Lucio Anneo Seneca cambiamo completamente genere e tenore con l’irriverente Petronio, autore del Satyricon…

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Petronio e il Satyricon

“Non era giudicato né un crapulone né un dissipatore (…) ma era ritenuto un uomo di vita raffinata, gaudente”, con queste parole Tacito, negli Annales, descrive un tale Gaio Petronio, “maestro di cerimonie” (elegantiae arbiter) nel circolo della corte dell’imperatore Nerone. Ad oggi non ci sono quasi più dubbi che sia proprio questo Gaio Petronio, personalità eccentrica e anticonformista, l’autore di un’opera altrettanto eccentrica ed originalissima: il Satyricon. Giuntoci incompleto, narra le vicende avventurose e a volte triviali di Gitone, Ascilto, Encolpio e poi Eumolpo.

Il Satyricon: un romanzo?

Un’opera molto estesa, dalla trama intricata e dai numerosi personaggi… Tutto questo ha fatto pensare ad alcuni studiosi che il Satyricon sia un “romanzo”, il primo della letteratura latina. Tenendo conto delle difficoltà di applicare un termine moderno come “romanzo” al mondo antico, secondo Richard Heinze il Satyricon sarebbe in realtà la parodia del romanzo greco. Infatti ci aspetteremmo -come avviene nel romanzo greco- due nobili e gentili innamorati che affrontano una serie di peripezie concluse con un lieto fine e invece…

Nel Satyricon sono protagonisti dei personaggi maschili, tutt’altro che nobili e gentili, che si dibattono in rocambolesche vicende. Che dire di quando vengono invitati a cena a casa del ricchissimo e rozzo liberto Trimalchione?  Una cena stravagante, fatta di grossolana ostentazione di ogni ghiottoneria ma anche di angoscia per l’inesorabile trascorrere del tempo: Trimalchione ha collocato sul triclinio una macchina del tempo con un trombettiere che gli ricorda quanto tempo ha perduto.

Un intreccio di generi e stili

E’ difficile classificare un’opera così variegata e composita che sembra rifuggire ogni etichetta. Il Satyricon riprende infatti la satira menippea per la mescolanza di prosa e versi, la satira oraziana per la presenza di argomenti della vita quotidiana, come il tema della cena e del viaggio avventuroso, e infine presenta rimandi parodistici ai poemi omerici e all’Eneide. Come se non bastasse troviamo, incastonate nella narrazione, ben cinque novelle, di cui due di argomento erotico che riecheggiano le cosiddette fabulae milesiae, storie di argomento licenzioso.

È evidente come il Satyricon si riveli in realtà un intreccio, frizzante e ironico, di una molteplicità di generi letterari.  Un intreccio che si riverbera anche a livello stilistico: a seconda della situazione e del livello socio-culturale dei personaggi, Petronio utilizza ora un sermo plebeius, la parlata delle persone delle classi più basse, ora uno stile alto e solenne, non privo di intenti parodici.  Un’opera sicuramente fuori dagli schemi, che fa sorridere e anche riflettere.

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