Le misure di persecuzione razziale e politica, di pulizia etnica e di genocidio, sono state messe in atto dal regime nazista del Terzo Reich e dai loro alleati, tra il 1933 e il 1945. Oltre agli ebrei d’Europa, che rappresentano il 40% delle vittime totali, la Shoah ha portato alla morte anche…

La “La Sala dei Nomi” dello Yad Vashem a Gerusalemme con foto e nomi di vittime ebraiche dell’Olocausto
Il termine Olocausto indica, a partire dalla seconda metà del XX secolo, il genocidio di cui furono responsabili le autorità della Germania nazista e i loro alleati, dello sterminio di chi fosse ritenuto dai nazisti “indesiderabile” o “inferiore” per motivi politici o razziali. Le misure di persecuzione razziale e politica, di pulizia etnica e di genocidio, sono state messe in atto dal regime nazista del Terzo Reich e dai loro alleati, tra il 1933 e il 1945.
Gli ebrei d’Europa rappresentano il 40% delle vittime totali
Oltre agli ebrei d’Europa, che rappresentano il 40% delle vittime totali, furono uccisi anche residenti slavi delle regioni occupate nell’Europa orientale e nei Balcani, neri europei, prigionieri di guerra sovietici, oppositori politici, massoni, religiosi cristiani, minoranze etniche come rom, sinti e jenisch, gruppi religiosi come Testimoni di Geova e pentecostali, omosessuali e persone con disabilità mentali o fisiche.
La differenza tra Olocausto e Shoah
La parola “Olocausto” deriva dal greco ὁλόκαυστος (holòkaustos, “bruciato interamente”), ed era inizialmente utilizzata ad indicare la più retta forma di sacrificio prevista dal giudaismo. L’Olocausto inteso come genocidio degli ebrei dovrebbe essere identificato più correttamente col termine Shoah (in ebraico שואה?), lett. “catastrofe, distruzione”. Con questo termine, infatti, non è previsto un riscatto o compiacimento divino come effetto di così tanto sacrificio di vite.
Le cifre della Shoah
Secondo i dati dello United States Holocaust Memorial Museum, morirono 6 milioni (42%) di Ebrei, 3,5/4 milioni (22%) di Polacchi, Ucraini e Bielorussi, 3 milioni (20%) di prigionieri di guerra sovietici. A seguire, 1,5/2 milioni (10%) di politici, 320mila/350mila serbi e 20mila / 25mila sloveni (3%), 196mila/300mila (2%) rom, 250mila/270mila (1%) disabili. Nel restante 1%, anche 5mila / 15mila omosessuali, 1900 testimoni di Geova e piccoli gruppi di afro-europei.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

