La mostra “Drive me acid” presenta le opere di 12 artisti figurativi italiani: Oliviero Biagetti, Verdiana Bove, Lula Broglio, Giovanni Ceruti, Hugo Ciappi, Matteo Cordoni, Letizia Lucchetti, Margherita Mezzetti, Pietro Moretti, Flavio Orlando, Chiara Ressetta, Vittorio Zeppillo

Dal 23 febbraio al 21 marzo 2024, presso il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, la collettiva Drive me acid a cura di Niccolò Giacomazzi. In mostra le opere di 12 artisti figurativi italiani. Parliamo di Oliviero Biagetti, Verdiana Bove, Lula Broglio, Giovanni Ceruti, Hugo Ciappi, Matteo Cordoni. E, ancora, Letizia Lucchetti, Margherita Mezzetti, Pietro Moretti, Flavio Orlando, Chiara Ressetta, Vittorio Zeppillo. Il progetto è sostenuto da Contemporary Cluster in collaborazione con la Collezione Fabio Frasca.
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Le opere in mostra
La mostra, pensata per la sala espositiva del MLAC, vede il coinvolgimento di dodici artisti, tutti pittori figurativi di età inferiore ai 35 anni, con l’obiettivo di offrire uno sguardo sulla scena emergente della pittura italiana. A seguito di una ricerca sul territorio nazionale sono stati selezionati artisti provenienti da varie località e ambienti della penisola. Essi lavorano e hanno studiato tra Roma, Milano, Venezia, Ancona, Firenze e Torino. Molti di loro hanno già avviato rapporti professionali con alcune gallerie e vantano nel proprio curriculum mostre in istituzioni pubbliche e private; altri invece sono alle prime esperienze, ma la loro qualità lavorativa non è affatto trascurabile.
Drive me acid delinea uno spaccato generazionale di artisti che affrontano tematiche legate alla contemporaneità
Drive me acid delinea uno spaccato generazionale di artisti che affrontano tematiche legate alla contemporaneità. Dalla ricerca è emerso che un gran numero di artisti sta conducendo, contemporaneamente e in modo del tutto indipendente, un lavoro su tematiche comuni legate a una condizione di smarrimento e disincanto. In alcuni casi, si aprono delle possibilità di evasione e di ricerca di un’identità lontana da territori erosi.
Oliviero Biagetti
La ricerca di Oliviero Biagetti (Velletri, 1994) si concentra sul corpo e sulla sua capacità di relazionarsi a un mutamento e in particolare al sintomo somatico, inteso come uno spettro del corpo, una turbolenza del sottosuolo epidermico, che infesta l’individuo. La sua pittura rappresenta uno strumento d’indagine attraverso cui elabora delle immagini in grado di restituire delle narrazioni e di reimmaginare la complessità di altri mondi.
Verdiana Bove
Verdiana Bove (Roma, 1996) utilizza la pittura come mezzo attraverso il quale mettere a fuoco gli aspetti più significativi della sua realtà: a partire da rappresentazioni fotografiche della sua famiglia o personali, ritrae momenti particolari attraverso la fusione di ricordi e immaginazione.
Lula Broglio
La pratica di Lula Broglio (Imperia, 1993) abbraccia un’interazione biocentrica tra gli esseri umani e l’ambiente, pensando un sistema sociale ecologicamente sostenibile ed equo, in cui l’uomo non è “in contatto” con la natura, ma è parte integrante di essa. Lavora sull’idea di una natura inclusiva che sfida gli stereotipi e invita a una riflessione critica sul concetto stesso di “naturale”.
Giovanni Ceruti
Giovanni Ceruti (Firenze, 2000) riproduce ad olio su tela scritte infantili dotate di “nonsense” e “contraddizioni”. Questa trasposizione gli permette da un lato di recuperare uno spirito giocoso che si pone in contraddizione con la freddezza dell’operazione tecnica e, dall’altro, di mettere al centro dell’operazione il retro del foglio, come quello che può essere utilizzato da un bambino.
Hugo Ciappi
Hugo Ciappi (Firenze, 2000) si concentra sull’esperienza della vita umana dando rilievo ad aspetti di minore importanza (un ricordo, una domanda, una situazione, una storia). L’intento è quello di riattivare, attraverso la visione delle sue opere, la memoria di episodi della vita quotidiana di una persona.
Matteo Cordoni
Matteo Cordoni (Milano, 1999) si concentra sull’umorismo. Per dare vita alle sue opere ricorre a bombolette spray e oil stick su pannello di legno. Recentemente la sua ricerca artistica vede anche la comparsa di altri media per la realizzazione di sculture e installazioni.
Letizia Lucchetti
Letizia Lucchetti (Ancona, 1999) crea dipinti che, nella tranquillità campestre dei temi descritti, narrano di un’inevitabile accettazione degli eventi del destino, dal sapore inquietante. Il movimento contorto delle forme è ammorbidito da tonalità chiare, che trasmutano la severità dell’evento raffigurato in un lieto momento di condivisione.
Margherita Mezzetti
La ricerca artistica di Margherita Mezzetti (Siena, 1990) esplora l’evoluzione dell’identità mediante dipinti che rielaborano fotografie manipolate digitalmente. I soggetti delle opere sono amiche dell’artista: il dialogo con queste la porta a dare vita a una narrazione fantastica, nella quale le immagini riflettono un linguaggio estetico surreale e costruito.
Pietro Moretti
Traendo spunto dalle fiabe e dalle favole Pietro Moretti (Roma, 1996) si interroga sull’ambivalenza delle emozioni nelle relazioni intime, sulla complessità del desiderio di appartenenza, sull’identità e sul corpo, considerato come uno schermo di intersezione tra il personale e il sociale. Nell’oscillare tra il figurativo e il non figurativo, i suoi quadri enfatizzano le incoerenze della rappresentazione pittorica per riflettere su l’inattendibilità delle narrazioni.
Flavio Orlando
Il lavoro di Flavio Orlando (Roma, 1991) si concentra sul modo in cui le esperienze di ogni giorno, le rimembranze, le sensazioni confluiscono in un universo dipinto, in cui la realtà si trasforma attraverso il suo sguardo. Le figure che popolano le sue opere, rese attraverso facce e corpi iperbolici e situazioni paradossali, creano un gioco di ruolo, nel quale sono dirette dall’artista come un regista farebbe con i suoi attori.
Chiara Ressetta
Chiara Resetta (Trieste, 1996) prende le mosse dall’archiviazione di immagini della storia dell’arte. Ridefinendo l’universo visivo della vita quotidiana, delle narrazioni e dei paesaggi, le riproduzioni si materializzano nella sua pittura, apparendo come tracce di un’esperienza condivisa all’interno di una socialità timidamente rivelata.
Vittorio Zeppillo
La pratica artistica di Vittorio Zeppillo (San Severino, 1998) tiene insieme il linguaggio e la sensibilità pittorica con quella installativa. Le figure che popolano le sue opere possono essere percepite dall’osservatore come personaggi reietti che nelle fattezze ricordano degli automi, con i quali condividono un destino di obsolescenza. Il suo sguardo traduce la stortura fisica in una qualità esistenziale.
Niccolò Giacomazzi
Niccolò Giacomazzi (Firenze, 1995) è un curatore indipendente. Laureato in Studi storico-artistici presso l’Università La Sapienza di Roma, ha poi conseguito il Master in Art Management alla Luiss Business School. Attualmente vive e lavora a Roma. Tra le ultime mostre curate si segnalano: Misure di una distanza, Supernova, Roma (2024); SPACE HOUSE, Supernova, Roma (2024); Puramente immaginabile, Supernova, Roma (2024); Sangue del mio sangue, N0 Project Room, Roma (2023); Miti e leggende di storie reali, Vacunalia Festival, Vacone, RI (2023); Sottovesti, Chiostro di Santa Maria Sopra Minerva, Roma (2023); Contestabile, Contemporary Cluster, Roma (2023); In coda, Officine Brandimarte, Ascoli (2023); Ricchiamo, Spazio Y, Roma (2022); Il tempo scortese, Vacunalia Festival, Vacone, RI (2022).
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

