Last Updated on 05/12/2024
“L’arte per me è una fedele compagna di vita, una sana ed irrinunciabile dipendenza”: a raccontarlo è Pau, storico frontman dei Negrita, la cui nuova personale “Pau Lab” inaugurerà il 27 novembre presso SpazioCima a Roma…

“L’arte per me è una fedele compagna di vita, una sana ed irrinunciabile dipendenza”: a raccontarlo è Paolo Bruni, meglio conosciuto come Pau, storico frontman dei Negrita, che nel 2019, durante il lockdown, ha trovato nei pennelli e nei colori un mezzo per tradurre la complessità della vita. Ce lo dimostrerà con la sua prossima personale, “Pau Lab”, che inaugurerà alla Galleria SpazioCima di Roma il 27 novembre 2024. Data l’occasione, l’abbiamo contattato per scoprire come nasce questa passione, le fonti di ispirazione, i suoi obiettivi “pittorici”.
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Che cos’è l’arte per te?
L’Arte per me è una fedele compagna di vita, una sana ed irrinunciabile dipendenza. Un modo per leggere e tradurre attraverso la creatività la complessità della vita.
Cosa ti dà l’arte che la musica non fa?
Semplicemente mi completa. Riempie gli spazi vuoti che la mia carriera di musicista lascia liberi e mette in gioco un altro senso: la vista. L’udito è già ampiamente utilizzato…
Come ha influito il lockdown nella tua produzione artistica?
Il lockdown ha significato tutto. Senza quel tragico periodo probabilmente non avrei mai preso in mano pennelli e colori. O se fosse successo di sicuro non l’avrei fatto con lo spirito con cui mi sono approcciato ai primi soggetti realizzati. Ho vissuto un’emergenza espressiva totalizzante, come salvifica.
Come la tua tecnica, negli anni, si è evoluta durante questa ricerca stilistica?
La mia tecnica è un work in progress continuo. Non mi piace entrare troppo nello specifico spiegando i dettagli, non so perché. So solo che il prossimo step probabilmente sarà più interessante dell’ultimo o di quello ancora prima. Questo atteggiamento è un buon motivo per continuare a dipingere e sperimentare secondo me.
Come scegli i colori e i soggetti nelle tue opere?
Spesso sono loro che scelgono me. Rifletto su un’idea, su uno spunto ed ecco che magicamente trovo la quadra solo dopo aver individuato un modello, una tinta, una superficie o qualsiasi altra cosa che mi faccia dire: Ok, adesso posso iniziare e lo porterò in fondo.
Quali sono le tre opere a cui sei più legato?
Pino Daniele risponderebbe “Ogni scarrafone è bello a mamma soja”, probabilmente. E così farei io ma se proprio devo posso dirvi che sono molto legato alle mie Sante Suerte, ai miei Minimal Muose e ad un soggetto recente chiamato El Toro.
Cosa vedremo nella tua prossima esposizione presso Galleria SpazioCima?
Allo Spazio Cima porterò una selezione molto varia di opere. Tele, tavole, disegni, linoleografie etc. Anche i soggetti e le tecniche saranno piuttosto eterogenei. Dopo aver fatto una personale decisamente compatta qualche tempo fa in via Margutta, ho voglia di presentare al pubblico romano anche altre mie sfaccettature, accompagnando idealmente le persone all’interno del mio laboratorio. Da qui il nome: PAU LAB.
Prossimi progetti.
Il progetto pittorico proseguirà appena quello musicale me lo consentirà. Qualche mese ancora e i Negrita pubblicheranno il loro undicesimo album. A fine lavori poserò la chitarra e mi siederò ancora al tavolo da disegno, godendo di questa incredibile dicotomia che è diventata la mia vita recente.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

