“Capire una fotografia” è un grande classico del critico d’arte, scrittore e pittore britannico John Berger, ripubblicato in questi giorni in Italia da Il Saggiatore…

Come funziona il messaggio di una fotografia? Come ho deciso che quel che sto vedendo merita di essere registrato? Quali sono stati i fotografi che hanno fatto un uso ideologico, che tratta l’evidenza di una immagine come se rappresentasse la sola e definitiva verità? Quali quelli che ne hanno fatto un uso popolare ma privato, che tiene da conto una fotografia per dare corpo a un sentimento soggettivo? Queste sono alcune delle domande a cui John Berger cerca di dare una risposta nel suo saggio “Capire una fotografia”, un grande classico del critico d’arte, scrittore e pittore britannico, ripubblicato in questi giorni in Italia da Il Saggiatore.
Ventiquattro testi, raccolti e organizzati in ordine cronologico
John Berger, esaminando le storie di una fotografia – sia quelle che la foto rivela sia quelle che in essa si nascondono – unisce il lavoro del critico e dello studioso di immagini alla sua vocazione di storyteller. Ventiquattro testi, raccolti e organizzati in ordine cronologico che comprendono le riflessioni di Berger con alcuni tra i più importanti esponenti nel campo: Henri Cartier-Bresson, Margaret Bourke‑White, Sebastiao Salgado, Markéta Luskačová, Jean Mohr e molti altri. “Capire una fotografia” rende conto della passione civile e politica di uno dei grandi intellettuali della nostra epoca e della sua instancabile esplorazione del mondo e dei linguaggi che lo raccontano.
«Ogni fotografia è un mezzo per verificare, confermare e costruire una visione totale della realtà.»
Nonostante l’invenzione della fotografia risalga ormai a due secoli fa, ancora oggi non abbiamo deciso se sia nella sostanza una riproduzione o una interpretazione. Se lo scatto raccolga, cioè, una traccia del reale così come appare o se sia soprattutto l’esercizio di una scelta umana. Nel corso della sua carriera John Berger si è confrontato continuamente con questi e altri enigmi, trovando sempre risposte capaci non tanto di essere un punto di arrivo definitivo, quanto di aprirci ad altre scoperte.
“Capire una fotografia” è un libro composto da oltre mezzo secolo di analisi, commenti, intuizioni, riflessioni
Nei ventiquattro scritti raccolti e selezionati da Geoff Dyer, suo profondo conoscitore e ammiratore, Berger indaga con la medesima curiosità il lavoro di grandi fotografi e le vite dei fotografati, le immagini diventate documento storico e gli scatti privati. Il suo è uno sguardo perennemente alla ricerca di parallelismi e contraddizioni che rivelino il dialogo sotterraneo della fotografia con la pittura e il cinema – quanto è distante il ritratto del cadavere di Che Guevara dal Cristo morto di Mantegna? –, ma anche le ambiguità di uno strumento comunque «politico», che possiamo usare o che può essere usato contro di noi – si pensi ai fotomontaggi di John Heartfield in cui le immagini di propaganda nazista diventano opere satiriche.
“Capire una fotografia” è un libro composto da oltre mezzo secolo di analisi, commenti, intuizioni, riflessioni: un punto di vista tra i più originali e acuti, capace di descrivere e immortalare quello spazio che esiste tra l’obiettivo e il mondo esterno.
Chi è John Berger
John Berger (Londra, 1926 – Parigi, 2017) è stato giornalista, pittore, critico d’arte e scrittore. Con il romanzo G. ha vinto nel 1972 il Booker Prize. Il Saggiatore ha pubblicato Questione di sguardi (2015), Perché guardiamo gli animali? (2016), Smoke (2016), Sul guardare (2017), Sul disegnare (2017), Ritratti (2018), Paesaggi (2019), E i nostri volti amore mio, leggeri come foto (2020), Fotocopie (2021) e Un uomo fortunato (2022).
Scheda del libro
Titolo: Capire una fotografia
Autore: John Berger
Editore: Il Saggiatore
Anno edizione: 2024
Pagine: 168 p.
ISBN: 9788842834786
Prezzo: € 29,00
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Classe 1977, consulente di comunicazione. Vivo fra Roma e l’Umbria. Prima e dopo la laurea sono passato per varie reincarnazioni: sarto, guerrilla marketer, responsabile ufficio stampa nel settore del trasporto aereo, ghost writer. Mi occupo dello sviluppo di progetti editoriali e organizzo festival letterari. Leggo libri, da scrittore sospeso ne scrivo recensioni.

