Alla Galleria Modernissimo di Bologna, un’esposizione rivela l’anima visiva del cineasta romano Matteo Garrone. Tra tele e fotogrammi, l’occasione per riscoprire l’arte prima del cinema

Prima del cinema, prima di “Gomorra” e “Io Capitano”, Matteo Garrone è stato un pittore. Un fatto poco noto, ma centrale per comprendere la forza visiva dei suoi film. La Galleria Modernissimo di Bologna ospita in questi giorni una mostra che raccoglie le sue opere pittoriche, offrendo al pubblico la possibilità di entrare in un laboratorio visivo dove l’immagine fissa sembra già muoversi, anticipando il linguaggio cinematografico. La mostra “Prima del cinema la pittura: le opere di Matteo Garrone” sarà visitabile sino al 6 ottobre 2025.
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Un dialogo tra arte e cinema nel cuore di Bologna
I quadri esposti non sono semplici prove giovanili: sono frammenti di racconto, vere e proprie “nature morte in trasformazione”, come le definisce lo stesso regista. Le composizioni raccontano storie, atmosfere sospese, con personaggi che torneranno poi, trasformati, nei suoi primi film. Il legame tra le tele e il cinema è evidente, quasi che ogni quadro fosse un fotogramma in attesa di prendere vita.
La scelta di esporre i quadri accanto a una delle sale cinematografiche più affascinanti d’Italia, il Cinema Modernissimo, non è casuale. “Mi sento protetto – dice Garrone – perché so che ci sarà un dialogo tra i miei film e i miei quadri”. Un legame che si fa concreto anche nella rassegna cinematografica parallela alla mostra: una retrospettiva completa dei suoi lavori sarà infatti ospitata al Cinema Massimo di Torino e proprio al Modernissimo di Bologna.
La rassegna comprende titoli come “L’imbalsamatore”, “Gomorra”, “Primo amore” e naturalmente “Io Capitano”, presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia. La pellicola sarà anche al centro dell’incontro con il pubblico previsto per l’8 maggio a Torino, dove Garrone sarà ospite del Museo Nazionale del Cinema.
Un’operazione culturale tra memoria e visione
Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione tra il Museo Nazionale del Cinema di Torino, la Cineteca di Bologna, SIAE e Rai Cinema, include anche il restauro e la stampa in pellicola degli ultimi quattro film di Garrone, originariamente girati in digitale. Un’operazione che mira a preservare e valorizzare il suo lavoro con uno sguardo rivolto alla memoria e alla materia del cinema.
“Dopo quasi trent’anni – spiega il regista – ho pensato fosse giusto far vedere i miei quadri, come curiosità per chi ha amato i miei film e come testimonianza della mia formazione”. Una formazione che passa dai musei, dai teatri frequentati grazie al padre critico e da un’educazione allo sguardo che ha fatto della composizione visiva il cuore della sua poetica.
Info essenziali
📍 Dove: Galleria Modernissimo, Bologna
🕰️ Quando: sino al 6 ottobre 2025
🎬 Cosa vedere: quadri di Matteo Garrone, retrospettiva completa dei suoi film
🎟️ Come partecipare: ingresso libero alla mostra; proiezioni con biglietto
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

