Ci sono stati conclavi per eleggere un nuovo papa durati giorni, settimane, ma anche anni. Alcuni hanno cambiato la storia, altri solo… la pazienza dei cardinali

Oggi un conclave dura al massimo qualche giorno. Ma non è sempre stato così. Nella storia della Chiesa ci sono stati conclavi che si sono protratti per mesi, perfino anni, con cardinali esausti, città in rivolta e soluzioni a dir poco estreme.
L’esempio più celebre resta quello del 1268, a Viterbo. Dopo la morte di Papa Clemente IV, i cardinali non riuscivano a trovare un accordo. Il conclave si protrasse per quasi tre anni. A un certo punto, per costringerli a una decisione, i cittadini di Viterbo presero misure drastiche: serrarono le porte del palazzo, ridussero i viveri, arrivarono perfino a scoperchiare il tetto per esporre i cardinali alle intemperie. Solo allora fu eletto Gregorio X, che da quella esperienza trasse ispirazione per rendere obbligatoria la clausura del conclave.
Non sempre a roma
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non tutti i conclavi si sono tenuti a Roma. Nel Medioevo, per ragioni politiche e logistiche, molte elezioni papali si svolsero altrove. Oltre a Viterbo, anche Perugia, Avignone e Anagni ospitarono importanti conclavi. In alcuni casi, la città scelta influenzava non solo la logistica, ma anche le dinamiche politiche dell’elezione.
Il conclave del 1292-1294, ad esempio, durò più di due anni e si concluse con l’elezione di Celestino V, l’eremita che rinunciò dopo pochi mesi. Un’elezione così travagliata da ispirare, secondo alcuni, persino Dante, che lo definì “colui che fece per viltade il gran rifiuto”.
Conclavi senza pace
Alcuni conclavi si svolsero durante guerre, invasioni o grandi pestilenze. In questi casi, i cardinali dovevano fare i conti con la paura e l’urgenza. Le pressioni esterne erano tali che in alcuni casi si sospettò la corruzione, l’intimidazione, persino l’invalidità delle elezioni. Non è raro, nella storia, trovare papi eletti tra mille sospetti e antipapi proclamati in opposizione.
Questi conclavi lunghi e tormentati ci ricordano che l’elezione del papa non è mai stata solo una questione spirituale. È stata anche, e soprattutto, un campo di battaglia tra poteri, ideali, nazioni. E in fondo, dietro ogni ritardo, c’era il segno che la Chiesa stava cambiando, che qualcosa di più grande del tempo stesso si stava decidendo.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

