Un programmatore belga degli anni ’90 nascose riferimenti pittorici in un’avventura grafica, “Le Doute“. Oggi sono emersi grazie all’emulazione

Il gioco Le Doute, pubblicato nel 1994 solo in francese, sembrava un normale punta-e-clicca noir. Ma alcuni livelli nascosti mostrano scene che riprendono direttamente dipinti di René Magritte: uomini in bombetta, porte aperte sul nulla, cieli artificiali.
Arte nascosta
I livelli non erano accessibili nel gioco originale. Solo usando un codice segreto si poteva accedere a queste sequenze. L’autore, contattato anni dopo, ha confermato l’omaggio: “Era un mio modo per portare Magritte dentro il medium che amavo”.
Una fruizione parallela
Oggi, grazie all’emulatore ScummVM, è possibile rigiocare Le Doute e visitare queste “stanze pittoriche”. Ogni scena è una reinterpretazione in pixel: non copie, ma atmosfere trasposte.
Surrealismo interattivo
È uno dei primi casi noti di videogioco ispirato direttamente a un artista figurativo. Una mostra virtuale nascosta dietro una narrazione noir.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

