Nel 1974 Elsa Morante iniziò a lavorare a un romanzo ambientato nella Roma del dopoguerra, in un quartiere inventato chiamato “Borgo Immagine”…

Nel 1974 Elsa Morante iniziò a lavorare a un romanzo ambientato nella Roma del dopoguerra, in un quartiere inventato chiamato “Borgo Immagine”. Doveva raccontare la vita di un ragazzo epilettico e visionario. Ne scrisse circa 120 pagine.
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La scrittura interrotta
Dopo la pubblicazione de La storia, Morante cadde in una crisi creativa. Accantonò il romanzo. Alcuni brani furono pubblicati postumi su riviste letterarie, ma l’opera non fu mai completata. Disse: “Troppa realtà mi impedisce di scrivere il sogno”.
Una Roma invisibile
I frammenti rivelano una città muta, piena di muri disegnati a carbone e bambini che parlano per enigmi. È una Roma mai vista, eppure riconoscibile. Un romanzo mancato che continua a suggerire ciò che Morante non ha detto.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

