Nel 1961, dopo la pubblicazione delle Fiabe italiane, Italo Calvino pensò a un nuovo volume. Il titolo di lavoro era Fiabe del Nord…

Nel 1961, dopo la pubblicazione delle Fiabe italiane, Italo Calvino pensò a un nuovo volume. Il titolo di lavoro era Fiabe del Nord: voleva raccogliere e riscrivere racconti popolari di aree montane, da Val d’Aosta al Friuli, con la stessa tecnica usata per le storie del Mezzogiorno.
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Il progetto incompleto
Calvino iniziò le ricerche. Annotò versioni di leggende alpine e friulane, consultò archivi etnografici e scrisse alcuni racconti di prova. Ma non proseguì: scrisse che il materiale “mancava della pienezza immaginifica” che aveva trovato al Sud. Il progetto fu abbandonato, senza clamore.
Le fiabe sopravvissute
Tre storie vennero pubblicate singolarmente su riviste, ma mai raccolte. Una narra di un orso parlante che guida un pastore nella nebbia. Sono fiabe più astratte, più visive. Calvino le definì “pietrose”. Oggi, questi racconti isolati rappresentano un sentiero narrativo appena accennato, ma affascinante, lasciato in sospeso nel suo corpus.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

